sabato 1 aprile 2017

Obice: Non abbiate paura: La nostra riflessione per la veglia in favore dei martiri cristiani

Abbiamo avuto l'onore di essere invitati a scrivere una riflessione per la veglia che la Diocesi di Torino ha organizzato venerdì scorso in favore dei martiri cristiani di tutto il mondo, ne riportiamo il testo qui.


Le persecuzioni hanno segnato profondamente la storia del cristianesimo fin dai suoi esordi. I cristiani sono i più perseguitati al mondo. Non c'è punto della geografia mondiale dal quale attualmente non siano state introdotte cause di martirio presso la Congregazione dei Santi. Pensiamo al clima difficile in Africa, Medio Oriente, Asia, ove l'islam mostra un volto poco caritatevole. E pure nei continenti “anticamente” cristiani, come l'Europa, l'America non mancano le persecuzioni; in una forma più sofisticata, subdola, certo, ma non meno violente, poiché la parola ferisce come la spada. Il Center for study of Global Christianity ha rilevato che nel 2016 90 mila cristiani sono stati uccisi per la loro fede, cioè un morto ogni 6 minuti. Inoltre, risulta che in 102 paesi del mondo fra i 500 e i 600 milioni di cristiani non possono professare liberamente la loro fede. Lo confermano gli attacchi continui al nostro diritto di esserci pubblicamente, nella società civica, per il bene comune; diritto ben rappresentato dalle libertas ecclesiae e libertas educandi.


A conferma dell'intuizione di Giovanni Paolo II prima, di Benedetto XVI e di Papa Francesco dopo: il martirio è una grande realtà del cristianesimo e le violenze contro i cristiani sono più numerose oggi che in passato. Certamente ogni caso di martirio può essere esaminato da punti di vista diversi, perché spesso le circostanze sono diverse, ma il fondo della questione del martirio, ciò che tecnicamente chiamiamo "la causa formale", è sempre la stessa: la fede in Cristo e l'adesione del cristiano a Cristo nella Sua Chiesa.


Di fronte ad una situazione così difficile, possiamo continuare a Sperare? Certo, perché Dio è così onnipotente e supremamente buono da trarre dal male stesso il bene. Non a caso, la morte fisica morale dei martiri di ieri e di oggi, è sempre stato ed è semente per la nostra chiesa; ed è proprio grazie all'offerta della loro vita che lo Spirito Santo suscita sempre nuove vocazioni, nuovi germogli di una fede che non si esaurisce nonostante le persecuzioni, nonostante le difficoltà. Disponiamoci in ascolto della Parola di Dio rimanendo in Adorazione davanti a Gesù Eucaristia, vero e unico alimento per la nostra fede e ascoltiamo le parole dei martiri che non hanno esitato di consegnarsi alle mani dei persecutori pur di rimanere fedeli al Vangelo che annunciavano.


Le tracce del loro sangue hanno sempre aperto il cammino ad un futuro splendido, permettendo ad altri di mietere i propri copiosi frutti seminati e cresciuti nelle sofferenze. Perché sono sempre rimasti fedeli a Cristo, alla Chiesa a Maria santissima e al popolo cristiano, non solo con la Speranza, bensì anche con la Fede e la Carità. Virtù alimentate dalla certezza di non soffrire inutilmente e di Risorgere. Ha detto Cristo (Luca 21,11-19): «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime».

Il martirio dei nostri fratelli in Medio Oriente e nel resto del mondo alimenti le nostre Fede Speranza e Carità, affinché in ogni ambiente, dall'università al luogo di lavoro, possiamo “fare – come ci ricorda anche Tolkien nel Signore degli Anelli - il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare”.





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