domenica 4 aprile 2021

Meditazione per il Santo Giorno di Pasqua




Resurrezione di Cristo, Pieter Paul Rubens, 1616 circa, Palazzo Pitti, Firenze


Vangelo del Santo Giorno di Pasqua

San Marco, XVI, 1-7

In quel tempo Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo, e Salome comperarono aromi per andare a imbalsamare Gesù. E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro, al levar del sole. E dicevano tra loro. "Chi ci toglierà la pietra dall'ingresso del sepolcro?". Ma alzati gli occhi, osservarono che la pietra era rimossa, benché fosse molto grande. Entrate nella tomba, videro un giovanetto, seduto a destra, vestito di una veste bianca e furon spaventate. Egli però disse loro: "Non vi spaventate! Voi certate Gesù di Nazaret, che è stato crocifisso; Egli è risorto; non è qui; ecco il luogo dove lo avevano deposto. Ma andate a dire a' suoi discepoli e a Pietro, che Egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come vi ha detto".


Il giorno di Pasqua

"Ecco il giorno del Signore. Regina del cielo, rallegrati. Alleluia" (Liturgia).

Percorriamo le vie di Gerusalemme in questa gloriosa mattina della Risurrezione!

Ascoltiamo ciò che si dice nei crocchi; incontriamo le sante donne con Maddalena, Pietro e Giovanni.

Andiamo, noi pure, sulla via che porta al Sepolcro. Condividiamo la gioia immensa degli amici del Signore. Resurrexit sicut dixit. Egli è risorto come ha detto. Tutto ciò che Egli ha detto si è compiuto.

Crediamo, dunque, alla sua parola e affrettiamoci a percorrere la via della Resurrezione. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, nostra Via e nostra Vita; facciamo tutto ciò che Egli ci comanda e aspettiamo in pace l'ora della Resurrezione.

Dalla morte Egli fa sorgere la vita: dov'è, o morte, la tua vittoria? Mentre da parte del corpo, noi ci addormentiamo per sempre freddi e insensibili, mentre diveniamo quella cosa che non ha nome in nessuna lingua, noi usciamo dalla braccia della morte e, ciò che è in noi, l'anima nostra, si slancia, libera e vittoriosa, verso Colui per il quale è stata creata.

Non più lotta, non più dubbi, non più esitazione, non più angoscia; io sento la sua voce: "Sono io, non temere!".

O buon Maestro, perdonami, abbi pietà di me! Io ti cercavo attraverso le ombre e le contraddizioni della terra.

Eccomi per fare sempre la tua volontà!

Regina del cielo, rallegrati!

O voi tutti che avete sofferto con rassegnazione, sussultate di gioia. Ecco il giorno eterno, la felicità senza fine. Alleluia! Alleluia!


Dieci minuti a Dio, D'Ysné



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sabato 3 aprile 2021

Meditazione per il Sabato Santo


Sabato Santo
Compianto sul Cristo morto1511-1512 circa
Baccio Della Porta detto Fra' Bartolomeo.

La Tomba

Assistiamo alla funebre discesa dalla croce. Seguiamo il divin Maestro fino alla tomba. Il corpo del Signore è distaccato dalla croce, trasportato, sepolto. Maria, desolata, vede tutto.

Egli, il Signore, il Padrone della morte, ridotto a questa ultima umiliazione che sconvolge la nostra povera umanità; come noi, Egli non è più che un carico che si porta, una cosa grave ed opprimente.

Grazie, Signore, perfino nella via della tomba, noi troviamo l'orma dei tuoi passi!

Discesa al Limbo, Tintoretto, 1568

Noi ti amiamo, ti adoriamo, ti benediciamo.

Il silenzio, l'oscurità, la solitudine, il rispetto della tomba, saranno violati dalla presenza dei custodi. Essi veglieranno questo Morto: rappresentano l'odio che niente disarma.

O Signore, nonostante il silenzio, le tenebre, l'immobilità della tomba, nonostante i suggelli e le guardie, noi ti aspettiamo, noi aspettiamo la tua risurrezione, o Cristo, Figlio del Dio vivo!

Noi ti aspettiamo con Maria, tua Madre. Vieni, Signore, regna, comanda, padrone e vincitore della morte; sii il sostegno della nostra corsa nel tempo, sii il custode dell'anima nostra per la vita eterna.

                                                                                     Tutto in me ti appartenga, ti benedica e ti lodi.

Dieci minuti a Dio, D'Ysné










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venerdì 2 aprile 2021

Meditazione per il Venerdì Santo

 

Crocifissione, 1565, Tintoretto, Scuola Grande di San Rocco a Venezia


Compassione della Santa Vergine Maria

Stabat Mater

Inginocchiamoci, penetrati di rammarico, di pentimento, di pietà per la Madre ammirabile che è in piedi, in piedi a pie' della Croce.

Madre! Siamo noi la causa dei tuoi tormenti; noi ti chiediamo il pentimento che purifica, la forza che ripara.

Questa Croce benedetta è l'altare dove la Vittima Santissima è immolata per i peccati del mondo. Quando ci si rende necessario accettarne una particella, siamo in ginocchio per baciarla, in piedi per portarla?

In ogni dolore - grazie al dolore di Gesù e di Maria - vi è una purificazione ed una espiazione. Questo pensiero dovrebbe farci accogliere la prova come un'amica che viene a portarci il soccorso necessario per pagare i nostri debiti, riconciliarci con la Giustizia infinita e arricchirci per l'eternità.

Oh, come siamo ciechi sui nostri veri interessi! 

O Madre, io ti prego per le anime crocifisse che ignorano il Crocifisso!... Ti prego per tutti i cuori straziati che hanno dimenticato il segreto della consolazione nel dolore. Ti prego - qui prego per me - ti prego per quelli che sanno e tuttavia tremano e scansano, fuggono la croce, il dovere, forse, e perdono i tesori che hai loro acquistati.

Oggi, quale prova, quale sacrificio devo accettare generosamente?

Andiamo alla Madre della pietà a chiedere forza e coraggio; e, in questa duplice speranza di riparazione e di espiazione, seguiamola. Restiamo ritti sotto il peso; nel dolore, nel travaglio, nella solitudine dell'anima, ritti presso di lei, martire per amor nostro.

Fac me tecum pie flere! Fammi piangere piamente con te


Dieci minuti a Dio, Y. D'Isné







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