giovedì 7 luglio 2016

Radio Monte Grappa: Assessore-ombra Gianluca Segre: «Assessorato alle famiglie? Esclude, non include»

L’Assessore-ombra alla Famiglia e all'Istruzione Gianluca Segre, componente della Giunta-ombra lanciata insieme a Maurizio Marrone per la Città di Torino, interviene sull'annuncio della Giunta Appendino di modificare la dicitura dell’Assessorato comunale alle politiche per la famiglia: «Non pretenda di rappresentarci chi non si sente rappresentato dall’art. 29 della Costituzione.

Il primo atto della nuova amministrazione Cinque Stelle? L’assessorato “alle famiglie”.Con un inizio così fazioso, si può essere Sindaca per tutti?

Il neo assessore Marco Giusta dichiara: “Non è una questione nominalistica, ma un cambio di approccio che consente di dare un nome alle cose, a quelle realtà che già esistono e che non trovano un riconoscimento nemmeno nel linguaggio”.

Insomma, sembra che per Giusta il nostro ordinamento costituzionale sia un ferrovecchio. La Costituzione parla di famiglia al singolare, art. 29. Ciò ha obbligato il governo Renzi a riferirsi alle “specifiche formazioni sociali” per far approvare le unioni civili – che non costituiscono una famiglia, malgrado i propositi “egualitari” dei proponenti.

“Nella famiglia non c’è nulla di naturale”, ripete Giusta con la sociologa Saraceno; non è altro che uno “stereotipo”, come sostiene la Cirinnà. Non dovrebbe occuparsi di famiglia chi dice che essa non ha nulla di naturale. La nuova amministrazione torinese, ampiamente in linea con la precedente, nasce quindi vecchia: è già allineata al pensiero unico.

Il domani ci appartiene! Così declamano i manifesti del Gay Pride. Certo, i bambini sono il nostro presente e il nostro futuro; ma fino a prova contraria hanno dei diritti, il più elementare è quello di una mamma e di un papà. I bambini nascono da un uomo e da una donna, non da altro! Chiediamolo anche al milione di persone, papà, mamme e bambini, scese in piazza per due Family day a Roma.

Ci opponiamo fermamente alla palese deriva ideologica della giunta Appendino»


Gianluca Segre 

Assessore-ombra alla Famiglia e all'Istruzione – Città di Torino 


Comunicato del 6 luglio 2016







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martedì 5 luglio 2016

Come eravamo: Dov'è la libertà

Questo testo fa parte di "La politica, per chi, per cosa", supplemento a "il Sabato" n. 22 del 30 maggio 1987, p.80
Giulio Andreotti, da Vittorio Messori, Intervista a Giulio Andreotti in «Inchiesta sul cristianesimo», Sei, 1987 

In Francia, nel dopoguerra, non sono mai state messe in discussione le libertà fondamentali. Noi abbiamo alle spalle una storia di laicismo spesso virulento che viene da lontano. Un esempio: ho scoperto in archivio che nel 1887 il sindaco di Roma, principe Torlonia, mandò auguri al Papa Leone XIII. Saputolo, Francesco Crispi, capo del governo e gran capo massonico, dimise il sindaco. Ancora nel 1904, quando apparvero le prime candidature cattoliche per le elezioni amministrative, da parte liberale si dichiarò che si potevano tollerare credenti solo a livello locale ma non certo nazionale. Nella storia dell'Italia unita il cattolico, in quanto tale, fu spesso sospinto in un ghetto, se non perseguitato. Poi ci fu la lunga stagione della guerra fredda, con la contrapposizione frontale con i comunisti. Ancora adesso molte "aperture" sono più una speranza che una realtà. Quando la libertà della gente non sarà davvero più minacciata da nessuno, allora si potrà forse pensare a un rimpasto generale delle forze politiche italiane.





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lunedì 4 luglio 2016

Come eravamo: La Dc secondo De Gasperi

Questo testo fa parte di "La politica, per chi, per cosa", supplemento a "il Sabato" n. 22 del 30 maggio 1987, p.79
 Alcide De Gasperi Discorso a Trento, 20 luglio 1947 

Quando certi problemi vengono affrontati attraverso frasi sonanti o belle dizioni, mi viene la voglia di pigliare i miei interlocutori per lo stomaco e di dir loro: veniamo al sodo, che cosa, in fondo, vuoi tu? Poi ho imparato che bisogna guardare anzitutto al popolo. Quando mi parlano di partiti, io li giudico da questo punto di vista: come servono il popolo? Io non servirei nemmeno la Democrazia Cristiana se non avessi la convinzione che la Democrazia Cristiana vuol servire il popolo. E il popolo vuol dire: il popolo come vive organicamente nel suo paese, nelle sue società, nei suoi focolari, nelle sue città. Non vuol dire il conglomerato posticcio improvvisato su di una piazza.





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