lunedì 19 giugno 2017

Obice: Make Italy Africa Again: da campo profughi dell'Europa a sala parto dell'Africa


L’attuale dibattito in corso sullo ius soli (anche noto come ius sòla) è completamente assurdo.

Il Paese attraversa una fase storica piena di problemi relativi al fenomeno dell’immigrazione clandestina, e la risposta della politica buonista è, come al solito, all’insegna del buonismo e dell’incoscienza.

Sì, incoscienza, perché non rendersi conto delle conseguenze che avrebbe un provvedimento legislativo del genere, se si esclude la malafede, è da incoscienti completi.

Si sottovaluta il fattore attrattivo che avrebbe una misura del genere: le orde di disperati e delinquenti che partono ora dall’Africa non potrebbero che aumentare, al solo recepire il messaggio che i figli partoriti in Italia possono diventare italiani in maniera automatica. Quindi, di sicuro non potrebbero che aumentare gli sbarchi (già in numero esorbitante, molto più alti dell’anno scorso) e automaticamente, il numero di morti in mare che è comunque già altissimo. Ovviamente, con annesso aumento del giro di affari per i trafficanti di esseri umani e per le “caritatevoli” ONG.

Inoltre, l’ottenimento automatico della cittadinanza non è un sistema adeguato per verificare il processo di integrazione all’interno del sistema Paese. Una cittadinanza riconosciuta alla nascita non è garanzia di niente, dato che un figlio di immigrati può comunque crescere in un contesto degradato che lo porti ad odiare il Paese dove è cresciuto: in questo senso è esemplare il reclutamento dei nuovi jihadisti, che sono tutti cresciuti in paesi (Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra) dove politiche simili sono state portate avanti da ben prima di noi e che si sono rivelate un completo fallimento.

Tra l’altro, un provvedimento del genere potrebbe avere un senso dal punto di vista economico solo se l’immigrazione verso l’Italia fosse di qualità (ingegneri, medici, manodopera specializzata e via dicendo). La realtà, purtroppo, ci smentisce anche su di questo: l’Italia è la meta del peggior analfabetismo, e il trend non può essere differente in futuro, dato che i Paesi di provenienza sono alcuni dei peggiori che il Terzo Mondo ha da offrire.

Data l’inconsistenza delle ragioni pratiche per fare una legge del genere, non può che rimanere un solo motivo, il più basso di tutti: quello elettorale.

In questo senso la legge in questione andrebbe a ad aggiungersi alla lista dei provvedimenti di pura bottega elettorale che sono già in programma per i prossimi mesi, come l’ennesima infornata di precari della scuola (voti a buon mercato, non c’è che dire).

Già, perché indipendentemente dalla voglia di Mattarella di farlo, nei prossimi mesi bisognerà che il Presidente della Repubblica sciolga le Camere ed indica le nuove elezioni politiche.

Una mossa del genere garantirebbe sicuramente un bacino elettorale più consistente, e avrebbe anche l’effetto di preparare il terreno per il futuro, con sempre più immigrati che ideologicamente andrebbero ad ingrossare la base elettorale del PD. I media di regime stanno portando avanti una campagna stampa strappalacrime dove si utilizzano i bambini delle elementari figli di immigrati per portare a casa questa legge, ma non facciamoci ingannare: il fine è elettorale, pochi discorsi.

Sembra quasi che il nostro Partito Democratico voglia imitare la strategia adottata tanti anni fa dal Partito Democratico USA per i quartieri ghetto degli afroamericani, dove lo stato dell’Illinois e la città di Chicago sono un esempio evidente. E’ dal 1992 che per le elezioni presidenziali vincono sempre i Democratici in Illinois, con numeri che dimostrano che se tutto lo Stato votasse Repubblicano, i voti per i Democratici della sola città di Chicago ribalterebbero il risultato finale in favore dei Democratici. Inutile dire che il contributo decisivo verrebbe dato dai voti dei ghetti afroamericani.

Un altro problema che pone questa legge è che in Italia si stanno mettendo le basi per un partito islamico. Secondo le stime della Fondazione Leone Moressa, questa legge avrebbe l’effetto di far diventare italiani immediatamente circa 800000 immigrati, e 60000 immigrati per ogni nuovo anno a seguire.

Ad un rapido esame, gli unici beneficiari di questa legge sarebbero il potenziale partito islamico e il PD. Il problema è che il PD non è potenziale, è esistente e (drammaticamente) funzionante. Onestamente, è già una pena vedere che circa un terzo dei votanti ogni volta voti nuovamente questo partito.

Vogliamo regalare altri voti al PD, al costo di una ulteriore invasione di immigrati (oltre a quella già in atto)?

Per essere cittadini italiani bisognerebbe almeno sapere che le fontane non sono adibite a questo uso







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domenica 18 giugno 2017

Obice: Padre Sosa e le sue preoccupanti affermazioni

“Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male”, “Dottrina è una parola che non mi piace molto, porta con sé l’immagine della durezza della pietra. Invece la realtà umana è molto più sfumata, non è mai bianca o nera, è in uno sviluppo continuo”.
Queste sono alcune delle ultime affermazioni che padre Sosa ha reso pubbliche nel corso di interviste. Si sperava che il generale dei gesuiti si fermasse a “bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù... a quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate” e che per queste assurdità, datate 18 febbraio 2017, chiedesse scusa, ritrattando. Purtroppo, così non è stato; anzi, ha rincarato la dose di asserzioni scandalose. Scandalose, quelle citate all'inizio, ma per nulla sorprendenti, dati i tempi non facili che corrono nella Chiesa. Da vari decenni, per esempio e per rimanere in tema, molte predicazioni e studi cattolici dimenticano il diavolo. Alcuni teologi non solo tacciono su questo personaggio della divina Rivelazione, ma spesso ne parlano come di una metafora banale: un frutto della fantasia pagana, penetrato poi nel giudaismo.

Considerando il ruolo che ricopre, risulta difficile credere che padre Sosa non si renda conto di quel che dice. Si potrebbe non essere in errore nel sostenere che stia appoggiando, assieme a quei teologi, sacerdoti e non, una linea che contraddice la dottrina cattolica, i fondamentali Esercizi Spirituali del suo fondatore Sant'Ignazio di Loyola e pure Papa Francesco, che non perde occasione per ricordare le tentazioni del diavolo. Si vede che gli interessi mondani preoccupano di più. Di fatti, chiunque abbia una conoscenza essenziale del catechismo, della teologia potrebbe riconoscerlo; e allo stesso tempo, questi si ricorderà che la Chiesa insegna da sempre che il demonio c’è e agisce, invitandoci con san Pietro (I lettera 5, 8-9) a vigilare perché “Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi”. E ancora “Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell'inferno, serbandoli per il giudizio (II lettera di San Pietro 2,4).

Ecco perché la Chiesa ha istituito anche la funzione dell’esorcistato per allontanare il demonio dalle persone che egli ha posseduto e dai luoghi che egli ha infestato. Per di più la Chiesa ci consegna la Sacra Scrittura assicurandoci che è davvero Parola di Dio, dotata di assoluta inerranza. Tutta la Bibbia, a cominciare dal Libro della Genesi, per esempio 3, 14-23, parla dell’esistenza del diavolo e degli angeli ribelli, della loro cacciata dal Cielo e della loro azione volta a impedire l’amicizia dell’uomo con Dio. Per non parlare del Nuovo Testamento: 27 libri canonici, tra cui i 4 Vangeli sinottici, in cui Cristo rivela che la propria missione è liberare gli uomini dal potere di Satana e quindi dal peccato. Non si dimentichino, perciò, gli esorcismi che Egli ha fatto, come nel caso dell'indemoniato di Gerasa (San Marco 5, 1-20), alle tre volte in cui ha respinto il diavolo, durante il digiuno di 40 giorni nel deserto (San Matteo 4,1-11, San Marco 1,12-13 e San Luca 4,1-13).

E da qui si può capire perché la dottrina i dogmi siano fondamentali: dogma, ossia «regula fidei», serve a fornire a ogni fedele il chiaro criterio di discernimento per sapere qual è la fede della Chiesa, che cosa ognuno deve credere e a chi deve dare ascolto; è l'aiuto, la scala verso il Cielo e non un peso. “Doni che rendono vivi”, perché portati da Gesù Cristo figlio del Dio vivente, incarnato morto e risorto per sottrarci al potere del peccato e del demonio. Eppure, alcuni cattolici veramente non ne credono e si dedicano a demolire la fede del popolo di Dio. Si tratta dell’eresia che rende gli uomini di Chiesa del tutto indifferenti al dogma, o anche insofferenti nei suoi confronti. Questa eresia ha un nome particolare, “modernismo - il coacervo di tutte le eresie”, come diceva San Pio X, giacché punta a demolire il dogma, lasciando lo spazio ad ogni opinione, anche a quella più strampalata. La reputazione di modernista rimane a padre Sosa, finché con sincerità non ritratta.

Certo, di audio con la voce di Gesù non ve ne sono, ma abbiamo qualcosa di più importante: la storia, che con i fatti ci dimostra la veridicità delle Sue parole. Non a caso, l'uomo ha vissuto realmente bene, con bontà bellezza sapienza giustizia, senza ansie e azioni diaboliche, proprio in quei secoli in cui ha ascoltato di più e non contestato i Suoi insegnamenti. Secoli nati dall'incontro del Figlio di Dio con l'uomo (questo è sopratutto il cattolicesimo) e dalle sue parole, le uniche in grado di dare la vita eterna.

Come conclusione, tornerà assai utile rileggere cosa affermava Papa Paolo VI il 29 giugno 1972: “debbo accusare la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. E diversi mesi dopo, 15 novembre, egli aggiungeva: “Cari presbiteri quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo il Demonio”. Quindi, non si sottovaluti il Demonio, che esiste per davvero; è un essere oscuro e conturbante, ché con proditoria astuzia agisce ancora: è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana. È lui il perfido e astuto tentatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni.

Diceva Lewis ne Le lettere di Berlicche “Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago”.

Ma nessuno si scoraggi. Con audacia e filiale abbandono, affidiamoci a Dio e al principe della milizia celeste, il male non prevarrà.

Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio, contra nequitias et insidias diaboli esto presidium; imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque, princeps militiae coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.


Cari lettori, pazientate ancora un momento, siamo alla fine dell'articolo, non temete, e leggete quanto segue: la storia di come la Preghiera appena proposta è nata. Anch'essa sarà un toccasana per l'anima.

Il 13 ottobre 1884, al termine della celebrazione della S.Messa, Leone XIII udì una voce dal timbro gutturale e profondo che diceva: “Posso distruggere la tua Chiesa: per far questo ho bisogno di più tempo e di più potere” Il Papa udì anche una voce più aggraziata che domandava: “Quanto tempo? Quanto potere?” La voce gutturale rispose: “Dai settantacinque ai cento anni e un più grande potere su coloro che si consegnano al mio servizio”; la voce gentile replicò: “Hai il tempo...”. Profondamente turbato, Leone XIII dispose che una speciale preghiera, da lui stesso composta, venisse recitata al termine della S.Messa.





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sabato 17 giugno 2017

Salmerìa 24.2017

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giovedì 15 giugno 2017

Radio Monte Grappa: Difendiamo i Nostri Figli - Verona: Invito al voto, ballottaggio tra Tosi e Sboarina

Carissimi amici, siamo arrivati ad un appuntamento molto importante che ancora una volta ci vedrà protagonisti attivi per la nostra città: il ballottaggio tra la compagna di Tosi e Sboarina.
Innanzitutto è importantissimo andare a votare per esprimere un voto, evitando l'astensionismo e le schede bianche, poi votare Sboarina che non è il meno peggio dato che sostiene i nostri valori e il programma della sua coalizione prevede in modo chiaro la difesa e la promozione dei principi non negoziabili. Nel caso in cui vincesse, poi tali valori potrebbero essere incarnati in persone vicine al Comitato Difendiamo i Nostri Figli come Alberto Zelger, già amico di battaglie vinte, Leonardo Ferrari, Rosario Russo.

Inoltre, non tutti sanno che lo scorso 6 Giugno, in occasione della visita a Verona di Stuart Milk (attivista statunitense per i diritti LGBT), Arcigay Verona ha organizzato un incontro con i candidati sindaco per sottoporre loro una serie di impegni qualora eletti a guidare la prossima amministrazione.

Assente il candidato sindaco Federico Sboarina, mentre ha partecipato Flavio Tosi, in rappresentanza della candidata sindaco Patrizia Bisinella.
Egli ha ricordato la sua astensione durante il voto sulla mozione 336 del 14.7.1995, sottolineando che sarebbe favorevole alla riformulazione (ma non alla cancellazione) della stessa.

Circa l'adesione dell'Amministrazione Comunale alla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) si impegna ad un approfondimento.

Si è dichiarato favorevole a promuovere azioni di educazione all'affettività e di prevenzione MTS e stigma HIV.

Circa il problema rappresentato dall'associazione Arcigay del bullismo nella scuola, ritiene che rispetto alla relazione iniziale, non ci siano problematiche generali a livello educativo sulla cultura delle differenze nell'ambito scolastico.

Si è dichiarato favorevole all'istituzione e nomina concordata di un consigliere per i rapporti con la comunità LGBT e alla dedica di una via cittadina alla memoria di Harvey Milk.

Da qui ne consegue che è fondamentale, in questo momento, andare a votare il prossimo 25 giugno per Federico Sboarina.

Chi sceglierà di non andare a votare o voterà scheda bianca non potrà poi dolersi se un giorno a Verona, sotto l'amministrazione Bisinella, si terrà il gay pride, se il comune sponsorizzerà iniziative degli LGBT o aderirà alla rete READY (diritti per gli LGBT).

È palese che la scelta di votare scheda bianca, suggerita da chi al contrario dovrebbe appoggiarlo, visto che il programma del candidato Sboarina contiene temi a noi cari, nei fatti danneggia Sboarina e avvantaggia la Bisinella.


dssa Maria Carmela di Martino
Referente del comitato locale Difendiamo i Nostri Figli






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