giovedì 13 aprile 2017

Obice: Il politicamente corretto spiegato da un alleato insospettato

“… è il linguaggio che cambia il pensiero e il pensiero cambia le azioni…”. Sono le parole che Marco Giusta, assessore alle “(finte) famiglie”, ha pronunciato nel 2016 durante la conferenza di fine anno della giunta del sindaco Appendino. Molto probabilmente deve aver letto Judith Butler e accettato il suo pericoloso linguaggio performativo; ma cosa più significativa, l'affermazione permette di capire il cambiamento/la deriva antropologica, o rivoluzione biopolitica, che si sta diffondendo oggi per mezzo di un linguaggio avulso dalla realtà.

Il politicamente corretto è l'arma che sta permettendo alla deriva di diffondersi celermente. Le lobby/gli imperi dell'economia che uccide e della “sfera” che cancella le identità (per usare definizioni care a Papa Francesco) l'hanno imposta ai media, alle aule dei tribunali, all'agone politico e agli altri strumenti, agli altri spazi dell'establishment occidentale. Arma pericolosa attraverso la quale progettare una neo-lingua atta a manipolare l'uomo, confonderlo su ciò che è vero buono e bello, i tre pilastri della realtà. Non solo; è in grado di trasformare “in nemici dell'umanità” tutte le persone dotate di buon senso comune, cattolici e non, che in realtà lottano per il bene di essa. Quindi, le multinazionali, nemiche dell'uomo, come Planned Parenthood, club elitari, come le realtà LGBT, che fanno pressioni sull'OMS, ONU, associazione degli psicologi americani, dicasteri in Italia e nel resto dell'Europa, negli USA, impongono un “linguaggio corretto” per rendere reale accettabile ciò che non lo è. Così si son visti e vedono: quei libretti (Unar e altri) scolastici di ogni ordine e grado in cui si insegna che l’essere nati sessuati non conta nulla ai fini di come ci si percepisce, programmi tv in cui si afferma che la mamma è solo un concetto antropologico, sentenze creative di magistrati-dittatori in cui si ferisce la dignità umana attraverso il riconoscimento di una nuova forma di schiavitù della donna - la pratica dell'utero in affitto - il negare ai bambini madre e padre, la cancellazione del maschile e del femminile con una semplice dichiarazione all'anagrafe (vedasi la sentenza di Bergamo del 9/02). Si pensi ad esempio alle recenti risoluzioni della Corte d'Appello di Trento, 23 febbraio, del Tribunale dei minori di Firenze, 9 marzo. Ora bambini strappati alle loro madri, “pagate per metterli al mondo”, hanno legalmente due papà, anche se questo contrasta con la realtà dei fatti. Ovviamente, il tutto ammantato di motivazioni apparentemente innocue e buone. Non a caso, la pratica dell'utero in affitto è definito atto di solidarietà, giacché nominato quale “gestazione per altri" o "gestazione di sostegno”, i quali non rimandano ad alcun tipo di compravendita. Per non parlare di quello che si scopre quando si tratta il problema dell'eutanasia: un'invenzione dei radical alla Pannella Clinton Soros, veri geni del male, per nascondere che si tratta di suicidio assistito, eliminazione nazista delle persone, e cioè niente di buono, nonostante il prefisso greco èu dica il contrario.

E quanto detto fino ad adesso non è che la punta di un grande e pericoloso iceberg. Solo il confronto con autorevoli personalità, non pericolosamente ideologizzate, può offrire l'aiuto per scoprirne la parte sommersa. Ci viene incontro questa volta un “alleato insospettato”, il torinese Costanzo Preve, pensatore razionalista dialettico e allievo indipendente di Marx. Con coraggio denunciò l’approdo all’ideologia laicista come fase finale di un processo sociale di riconversione ideologica degli ex-sessantottini, i quali passando da un grottesco “marxismo” al “New Atheism” (fatto di darwinismo e teoria dell’evoluzione), finirono per riconciliarsi con la società capitalistica ed i suoi apparati di consenso. Perciò non si allineò mai alla sinistra italiana, ormai partito radicale di massa (ricordando la lezione di Augusto Del Noce). E questa 'libertà' nel 2011 gli ha permesso di prendere le difese di Benedetto XVI, attaccato dai tronfi leader del laicismo nostrano.

In 'Elementi di Politicamente Corretto. Studio preliminare su di un fenomeno ideologico destinato a diventare in futuro sempre più invasivo e importante punto' al punto 22 Preve afferma […] “In primo luogo, il Politicamente Corretto si manifesta oggi come sovrastruttura ideologica ideale (nel senso darwiniano di fittest, e cioè più adatta) del capitalismo globalizzato. Nonostante la (ancora piccola, purtroppo) crisi finanziaria scoppiata nella seconda metà del 2008, il sistema è ancora in piedi, ha ancora purtroppo enormi riserve (in particolare, la corsa all’individualismo capitalistico di paesi come l’India, la Cina, la stessa Russia, eccetera), e non si vede all’orizzonte ancora nulla di serio (per serio intendo l’equivalente del 1917 in Russia), in quanto per ora non ci sono che gesticolazioni mediatiche di buffoni marginali. In secondo luogo, la generazione intellettuale europeo-occidentale, che nel cruciale decennio ideologico 1975-1985 ha smantellato la visione classista ed anticapitalistica della società per intronizzare al suo posto lo svaccamento postmoderno, è al potere nei tre apparati del ceto politico, del circo mediatico e del clero universitario. E non è soltanto al potere, cosa del tutto intuitiva ed evidente e che non richiede complicate dimostrazioni sociologiche, ma ha addirittura saturato tutti i pori di respirazione spirituale della società. Il potere intellettuale è integralmente Politicamente Corretto, così come era Cristiano nel medioevo. Alle estreme periferie della società, silenziati e pressoché invisibili, ci sono bensì dei Dissidenti del Politicamente Corretto, puniti con l’irrilevanza pubblica, ma essi non sono organizzati in tendenza culturale omogenea, e ci sono poche speranze che una simile organizzazione possa avvenire presto. È anche normale che sia così. Un giovane che volesse prendere parte a questa organizzazione verrebbe immediatamente colpito con l’interdetto all’accesso al ceto politico, al circo mediatico ed al clero universitario. La situazione cambia da paese a paese (in questo senso l’Italia è forse la situazione peggiore), ma per ora la situazione è questa. Nessuna speranza realistica a breve termine. Non siamo neppure al livello dei piccioni viaggiatori. Siamo al livello dei messaggi nelle bottiglie”. […]

D'altronde, George Orwell con 1984 e il linguista Victor Klemperer con il suo diario del 1945 “E così tutto vacilla” e “LTI. La lingua del Terzo Reich” avevano già lanciato dei messaggi precisi alle generazioni future: le ideologie totalitarie nemiche dell'uomo si impongono attraverso l'uso di un linguaggio pienamente sganciato dalla realtà.


Pubblicato anche su Pepe




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