domenica 22 novembre 2015

Obice: Torino gay pride propina il "gender fluid" agli undicenni

Martedì 24 e mercoledì 25 novembre alla Casa Teatro Ragazzi di Torino ci sarà per le scuole e aperto al pubblico la sera di venerdì 27 lo spettacolo "Fa'afafine mi chiamo Alex e sono un dinosauro".

È la storia di Alex che si infatua nel pieno della sua fase evolutiva di un compa-gno di scuola. Alex sogna di trasferirsi a Samoa per poter vivere da Fa'afafine e magari un giorno potersi sposare con Elliot.

La parola composta (fa'a = alla maniera di; "fafine" = donna) definisce un terzo sesso fluido. Dal sito www.siciliainformazioni.com (la compagnia teatrale è siciliana) viene spiegato come "coloro che, sin da bambini, non amano identificarsi e a cui la società samoana non impone una scelta. I Fa'afafine godono di massimo rispetto. Sono maschi alla nascita, ed esplicitamente incarnano entrambi i caratteri, variando nel comportamento dal femminile stravagante al prosaica-mente maschile."

Su questo sito c'è scritto che "lo spettacolo si chiude simpaticamente con una divertente danzetta, e uno scambio di vestiti, prospettando una rassicurante verità: il primato dell'amore; l'immensa energia in grado di superare ogni limite e giudizio."

Alla fine seguirà un dibattito curato dal coordinamento Torino Gay Pride, condurrà la serata il dottor Andrea Perdichizzi , ci sarà la presentazione del libro "io no! ...o forse sì" la storia di un "coming out spalmato di ironia" come lo definisce l'autore. Invitati Ilda Curti l'assessore alle politiche delle pari opportunità della città di Torino e Mariagrazia Pellerino assessore delle politiche educative della città di Torino.

Giuliano Scarpinato attore e regista dice in un intervista che gli dispiace molto che "spesso genitori o educatori evitano di portare i ragazzini a teatro, a causa del pregiudizio o del timore di affrontare l'argomento, sottraendo i giovanissimi al confronto, mettendo la testa sotto la sabbia".

Carissimo Giuliano, carissimi organizzatori, carissima Casa Teatro Ragazzi, l'arte può raccontare i patimenti dell'età evolutiva, la confusione, l'attrazione anche erotica che durante le fasi puberali e adolescenziali alcuni ragazzi possono provare nei confronti di un compagno dello stesso sesso, e l'arte può anche raccontare che a volte può accadere che ci sia uno scollamento psichico con il proprio dato di realtà biologico. Bene, ma è necessario per raccontarlo bene proporre temi così delicati ad un pubblico adulto, e soprattutto dare il nome vero a questi vissuti.

La confusione durante la propria costruzione dell'identità può essere una con-fusione e basta, non per certo un orientamento omosessuale, e se c'è uno scol-lamento psichico dal dato di realtà siamo di fronte ad una DISFORIA DI GENERE, non ad un genere neutro. Il genere neutro non esiste. Ogni nostra cellula è sessuata, non neutra. Non possiamo confondere i bambini e fare questa PROPAGANDA, perché di propaganda si tratta quando una teoria che non ha nessun fondamento scientifico e di realtà vuole indottrinare i nostri bambini. Noi genitori siamo i primi educatori dei nostri figli e non possiamo confondere e de-costruire la realtà di un' identità delicata in crescita. Questo spettacolo confonde le identità che si stanno strutturando nei nostri figli e insinua nei genitori ed insegnanti la normalità di una scelta possibile staccata da un dato di realtà. E lo fa con un abilità subdola, quasi serpentina, perché sfrutta l'emotività delle persone coinvolte, bambini e genitori. Alex dice di subire atti di bullismo per questo suo modo di essere, atti che vanno messi al bando sempre, ma che non possono diventare il modo per dirci che Alex può essere ciò che sente a prescindere da ciò che è.

Lo spettacolo insinua il senso di colpa nei genitori quando Alex dice loro "era meglio se non nascevo?" e dice una menzogna gravissima quando fa dire alla madre "Troverai qualcuno che ti amerà così come sei...".

La menzogna sta nel fatto che lui è già amato dai suoi genitori, ma di un amore incapace, un amore incapace di farsi delle domande, un amore vittima della pressione ideologica su questo tema, un amore che non guarda negli occhi un figlio che va accompagnato e sostenuto nella famiglia e nella cultura, nella scuola, nella formazione della propria identità che è data anche e soprattutto dal dato biologico. Accogliere Amare significa affrontare le ferite, incollati alla realtà della Persona, alla sua integrità. Non posso avere un corpo maschile e sentirmi psichicamente una femmina, ho una disforia che va curata, non sono un terzo sesso fluido. Ho necessità vitale di sentirmi Amato veramente dai miei genitori, un Amore che si sporca le mani con me, che non ha paura, che non mette veramente la testa sotto la sabbia, che non cerca la via di fuga più facile "lui è fatto così". Il corpo non è accessorio, siamo maschi e femmine ed è autoevidente! E lo siamo non perché ce lo impongono degli stereotipi ma perché il nostro corpo porta dei dati reali, neuroscientificamente reali, visibili anche in alcuni tratti della personalità dell'essere maschio o femmina (oltre che nelle scintigrafie dei cervelli maschili e femminili!). Esistono delle patologie rarissime di cui il corpo porta segno che vanno accompagnate in modo diverso, ma sono rarissime. Il genere non si sceglie, il sesso è dato dalla realtà del nostro corpo, e se il bambino cresce in una cultura che sostiene questo dato psichicamente vivrà questa realtà naturalmente, senza confusione.

Com'è possibile che un tema così delicato come la disforia di genere venga trattato facendo propaganda all'ideologia di genere e venga proposto ad una sala di bambini e ragazzi? Com'è possibile che alcune scuole hanno a calendario la visione di uno spettacolo che propaganda la teoria gender? I nostri assessori accetteranno questo invito? Conoscono la storia di queste teorie? E la Casa Teatro Ragazzi tanto amata da noi genitori di Torino ha capito veramente il tema di questo spettacolo? Chiudo con queste domande e ricordando a noi genitori che abbiamo un unico diritto sui nostri figli, quello di educazione, e un unico dovere Amarli e Custodirli nella Realtà di ciò che sono.


Quotidiano La Croce - 21/11/2015



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