venerdì 23 dicembre 2016

Obice: Se Super Mario diventa un simbolo del Patriarcato®

Il 15 dicembre 2016 è uscito per dispositivi Apple il primo titolo mobile della serie Super Mario, Super Mario Run.

Il gioco in questione appartiene al genere degli endless runner, cioè quei giochi dove il personaggio corre da solo in avanti e l’unica cosa da fare è saltare per evitare gli ostacoli (esistono anche endless runner più complicati, con armi e power-up, ma il succo è quello).


Ovviamente, essendo un titolo per smartphone, ed avendo Super Mario ben 31 anni sui baffi, la trama è solo un pretesto per iniziare a correre: la Principessa Peach (la biondina vestita di rosa, per chi non fosse pratico dell’argomento) ha preparato una torta ed invita il panzuto idraulico a casa sua per fargliela assaggiare. Come da copione, all'arrivo di Mario il cattivo Bowser (lo stesso drago che rapisce la stessa principessa da 31 anni) ha già rapito la malcapitata, e Mario non può che partire per salvare l’amata principessina.

Le recensioni al gioco non si sono fatte attendere, ed esso ha più o meno accontentato il pubblico. Tra le numerose recensioni spicca però quella di Mashable, che tramite la penna di Kate Sommers-Dawes, ci fa sapere che il gioco sarebbe sessista, in quanto la principessa Peach che sforna torte sarebbe uno stereotipo di genere.

Ci mancava solo questa. Ora, capisco che la trama non sia il massimo dell’originalità, ma si potrebbero muovere critiche ben più motivate, come le seguenti:

- Sono 31 anni che Mario corre salta spara nuota e via dicendo, e non ha ancora perso un chilo. MENO LASAGNE PIÙ DIETA, MARIO!!!

- Sono 31 anni che Peach viene rapita sempre dai soliti tizi, ma un drappello di guardie del corpo no, eh? Dopotutto è una principessa…

E invece no, anche Super Mario diventa suo malgrado uno dei simboli del malvagio Patriarcato®, ovvero l’istituzione diabolica per eccellenza che gode da secoli nel rendere un inferno la vita di tutte le donne (secondo le femministe, eh, mica secondo le persone intelligenti).

Il tema è ovviamente leggero e poco impegnativo, ma è interessante vedere come ormai l’egemonia culturale di gramsciana memoria punti anche a settori tradizionalmente snobbati dalla cultura radical chic, come l’intrattenimento videoludico di massa. Proprio per questo è utile avanzare 2 tipi di critiche, una di tipo storico-fattuale ed un’altra di tipo cattolico.

Samus Aran, il Girl Power di Nintendo!
Per la prima, occorre riconoscere che accusare una software house come la Nintendo di sessismo è una solenne cretinata, che testimonia pure il fatto che chi parla non sa di cosa sta parlando ed è ignorante sulla storia dei videogiochi. Infatti la prima software house ad inserire una eroina femminile nei videogiochi è proprio Nintendo, con il personaggio di Samus Aran nel gioco Metroid, nell'ormai lontano 1986. E che eroina! Samus Aran è infatti una cacciatrice di taglie che dà la caccia ai pirati spaziali, e per farlo spara e uccide.

Inoltre è bene ricordare che tutti i personaggi femminili della serie Mario hanno guidato i go-kart e altri mezzi in tutti gli episodi della serie Mario Kart, e che nella serie Smash Bros menano come e a volte anche di più dei personaggi maschili. Quindi, già per questi motivi, l’accusa di sessismo è stupida ed infondata.

Tuttavia, la seconda critica è quella che mi sta più a cuore, in quanto essere umano e cristiano cattolico. L’oggetto di critica è il fatto che un personaggio femminile abbia preparato una torta per un personaggio maschile e che lo inviti a casa sua (non oso immaginare cosa sarebbe successo se fosse venuto fuori che la ricetta della torta in questione non era vegana). Lo chiamano stereotipo di genere, io invece lo chiamo amore oblativo. Una forma di amore disinteressato, che non bada alla gratificazione personale ma al rendere servizio all’altro (che può essere il marito, la moglie, i figli, il/la fidanzato/a, etc.) e che trova piena soddisfazione nel vedere l’altro felice e che non chiede niente in cambio. In un’ottica laica, è la bellezza della gratuità dei rapporti umani. In un’ottica cattolica, è una forma quotidiana del sacrificio di Gesù Cristo.

Ecco, forse da quest’ottica possiamo capire perché crei tanto scandalo: in un mondo come quello di oggi, sacrificarsi per qualcuno senza chiedere niente in cambio, non può che essere visto come uno scandalo.

Vorrei concludere con un appello a tutte le principesse che ci leggono: continuate a fare torte (o quello che volete) per i vostri idraulici del cuore! Perché quando lo fate, siete bellissime!!





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