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sabato 15 novembre 2025

Fine vita: c'รจ un'alternativa al suicidio assistito?


Continua il dibattito sul "fine vita" iniziato alcune settimane fa dalla testata giornalistica della Diocesi di Torino.

Ho avuto l'onore di intervistare per "La Voce e Il Tempo" il Dott. Dario Mongiano, filosofo e bioeticista, che offre una prospettiva incisiva e fondamentale sul tema:

"๐—ง๐˜‚๐˜๐˜๐—ถ ๐˜€๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ฒ, ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ณ๐—ผ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—บ๐—ผ ๐—ฝ๐—ถรน ๐—ถ๐—ป ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฟ๐—น๐—ผ. ๐—Ÿ'๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ผ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—น๐—ถ๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐˜ร !"

L'articolo a mia firma esplora ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ come la risposta alla sofferenza e alla fragilitร  non possa prescindere dall'investimento massiccio sulle ๐—–๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฃ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ sul ๐˜€๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—น๐—ฒ alla persona. Non si tratta solo di sedazione del dolore, ma di riaffermare il valore incondizionato della vita fino all'ultimo istante.

Un tema cruciale per medici, operatori sanitari, legislatori e per chiunque si occupi di tutela della persona.

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La Voce e il Tempo, che da mesi presta attenzione al tema del “fine vita”, ha di recente ospitato l’intervista al direttore generale del Cottolengo Don Carmine Arice (di Stefano Di Lullo) e l’intervento di Pier Paolo Donadio, giร  primario di Anestesia alle Molinette. Si dร  ora la parola al Dott. Dario Mongiano, fondatore della “Case-Famiglia Pier Giorgio Frassati” per persone disabili (www.casafrassati.org), il quale, con l’assistenza degli avvocati Carmelo Leotta (Torino) e Mario Esposito (Roma) si รจ costituito insieme ad altri malati alla Corte costituzionale il 26 marzo scorso per dire, come malato affetto da una patologia inguaribile, che il suicidio assistito non รจ mai una soluzione rispettosa della dignitร  umana.

Dott. Mongiano, come sa, spesso si contrappongono suicidio assistito e cure palliative: don Arice, lo scorso 26 ottobre, affermava che «quando รจ presente un’adeguata terapia del dolore … la domanda di suicidio assistito e di eutanasia si abbassa notevolmente fin quasi a scomparire». Il Dott. Donadio obiettava, il 2 novembre, che le cure palliative possono diventare un modo per eludere il vero problema che «riguarda i pazienti cronici, non terminali, costretti a vivere per un tempo indefinito in condizioni per loro intollerabili nonostante le migliori cure». E domandava: «Abbiamo noi cristiani delle concrete proposte alternative al suicidio assistito per soccorrere queste persone che definiamo fratelli»? Qual รจ la sua posizione?

Ritengo che non solo come cristiani, ma prima di tutto come uomini e donne di ragione, abbiamo il dovere di intensificare proposte alternative al suicidio assistito. Le cure palliative sono tra queste: come malato posso confermare che chi รจ curato (nel senso completo del termine) non vuole morire. La domanda di morte deve essere prevenuta, non soddisfatta quando giร  si รจ consolidata. Penso che l’urgenza sia far conoscere meglio a medici e famiglie la legge 38/2010 in modo che i medici di base, che spesso sono i primi ad essere contattati da pazienti, siano preparati e sappiano tranquillizzarli dicendo loro che saranno costantemente seguiti da personale esperto nel decorso della malattia e non lasciati soli. Le cure palliative, inoltre, non sono solo per i malati terminali e non sono solo per i malati, perchรฉ, come dice la legge 38 sono un percorso che coinvolge anche la loro famiglia. Hanno un impatto forte sulle decisioni del malato, per questo รจ giusto puntare al massimo su quelle. Inoltre non dimentichiamo che nei momenti finali, oltre alle cure palliative, si puรฒ fare la “sedazione profonda” che non costituisce una forma di suicidio assistito o eutanasia.

Il Dott. Donadio si interroga: «… รจ dignitร  essere costretti a vivere quando, nonostante tutte le cure, si continua a ritenere intollerabile la propria condizione e a desiderare la morte, e si รจ in una situazione nella quale non ci si puรฒ togliere la vita da sรฉ? Dove va a finire la libertร  della persona, che รจ costitutiva della dignitร  umana?». Cosa ne pensa?

Si parla di dignitร  umana ma che cosa significa “dignitร ”? Chi รจ che “non รจ” degno di vivere? Chi sono io per giudicarlo “non degno” di vivere o per accogliere una richiesta di morte quando l’interessato non si considera piรน degno? Credo che solo se crediamo in un senso oggettivo di dignitร , cioรจ di dignitร  uguale per tutti, sappiamo occuparci di chi sta male. Per questo io credo nell’assoluta intangibilitร  della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Tutti siamo degni di vivere in quanto persone umane, anche quando non fossimo piรน in grado di capirlo. L’essere vivo viene prima della libertร  e dell’autodeterminazione. Nelle situazioni estreme del mio fratello sta a me la responsabilitร  di prendermi cura di lui e di non lasciarlo solo e sta a tutti, con le rispettive competenze professionali, accompagnarlo alla fine della vita terrena con la cura che รจ presenza ed attenzione terapeutica.

Lei ha ottenuto, come persona malata contro il suicidio assistito, di essere parte nel giudizio alla Corte Costituzionale (26 marzo 2025), in cui si discuteva di ampliare il suicidio assistito. Ritiene che l'eventuale ampliamento dell'accesso al suicidio assistito possa generare una "pressione sociale" indiretta sulle persone malate, anziane e sole, portandole a sentirsi un "peso" per la famiglia e la societร ?

Sta alle persone sane che si trovano accanto alle persone malate il compito di “promuoverle” nel loro essere persona, facendo sรฌ che esse si sentano importanti e amate. Sta alla persona sana dire con i fatti oltre che con le parole: “io ti voglio bene cosรฌ come sei, tu sei importante per me”. Questo atteggiamento che sarebbe da tenere giร  normalmente tra le persone sane, a maggior ragione va tenuto nei confronti delle persone malate. Aiutare al suicidio รจ esattamente il contrario: di fronte a chi รจ disperato, significa dirgli: non c’รจ altra soluzione al tuo dolore se non la tua morte. Spero che mai nessuno me lo dica anche se io dovessi un domani chiedere in un momento di disperazione di essere ucciso.






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venerdรฌ 14 novembre 2025

๐‚๐ก๐ข ๐๐ข๐Ÿ๐ž๐ง๐๐ž ๐ข ๐ฆ๐š๐ฅ๐š๐ญ๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฏ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐จ๐ง๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐ข๐œ๐ข๐๐ข๐จ ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐จ?


(Nella foto: l'avv. Leotta con il dr. Dario Mongiano; fonte della stessa: "Torino Cronaca")

Oltre il clamore sul "fine vita", c'รจ la voce di chi chiede che la Corte Costituzionale ascolti una prospettiva diversa: quella dei ๐๐ข๐ฌ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ข ๐ž ๐๐ž๐ข ๐ฆ๐š๐ฅ๐š๐ญ๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ ๐๐Ž ๐š๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐ข๐œ๐ข๐๐ข๐จ ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐จ, chiedendo piena tutela del diritto alla vita e sostegno con le cure palliative. 

L'avvocato Carmelo Domenico Leotta, da me intervistato, ci spiega l'importanza di questa battaglia per il Bene Comune.

➡️ Tutti i dettagli in questo approfondimento per Tempi:

 https://www.tempi.it/la-voce-dei-malati-alla-consulta/








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mercoledรฌ 26 marzo 2025

Per non cadere in tentazione di fronte al suicidio assistito e agli altri malanni del nostro tempo

Si continua a riflettere sulla scorta di quanto affermato qui.

Usiamo la Ragione (con la Fede, ala che permette di giungere a Dio), stando di fronte ai fatti. Ovunque (ad es. in Olanda e in Belgio) sia stato approvato il suicidio assistito, si รจ passati dal colpire persone in situazioni estreme (usate come "cavalli di Troia") a persone praticamente sane, meramente afflitte da depressione e solitudine: problemi che un fraterno abbraccio, nonchรฉ una visione poetica della realtร  in grado di far comprendere la bellezza e preziositร  di ogni vita, avrebbe potuto risolvere. D'altronde, e parafrasando madre Teresa di Calcutta durante il conferimento a lei del Nobel per la pace nel 1979, con la possibilitร  di abortire e il suicidio assistito, in una societร  sempre piรน scristianizzata, potenzialmente, chi puรฒ impedire a ciascuno di noi di uccidere il prossimo?







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lunedรฌ 3 marzo 2025

Il "ritorno" della pena di morte in Toscana, grazie alle forze radicali. I cattolici nel PD (non solo toscano) si opporranno o faranno finta di niente?

 Lo scorso 11 febbraio, il consiglio regionale della Toscana ha approvato la prima legge in Italia che consente l'accesso al suicidio assistito. รˆ la prima volta nel nostro Paese che un principio come quello costituzionale del diritto alla salute viene derogato per far spazio alla facoltร  depenalizzata di chiedere e ottenere presso l'Asl la morte medicalmente assistita come prestazione ordinaria garantita da sanitari delle istituzioni pubbliche, pur all’interno delle limitate condizioni dettate dalla Corte costituzionale.

Il Consiglio regionale della Toscana, guidato dal piddino Eugenio Giani, ha approvato a larga maggioranza - 27 voti a favore (Pd, Iv, M5s, gruppo misto) e 13 contrari (FdI, FI, Lega); una consigliera del Pd si รจ astenuta - la proposta di legge di iniziativa popolare “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n.242/2019” promossa dall'associazione radicale Luca Coscioni, di cui รจ tesoriere Marco Cappato.

La procedura prevista, ricalca difatti quanto a suo tempo stabilito dalla Corte costituzionale nella famosa sentenza 242/2019, che sciolse l’ipotesi di reato a carico di Marco Cappato, depenalizzando l’aiuto al suicidio e abolendo l’articolo 580 del Codice penale, che ne prevedeva una esplicita sanzione.

Rigettata in altri quattro consigli regionali (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Lombardia), la legge mantiene il principio della morte assistita come «erogazione di una prestazione sanitaria suddivisa in piรน fasi» (preambolo della proposta di legge) ma รจ stata modificata cosรฌ da perdere una parte del suo esplicito carico ideologico di affermazione di un preteso e inesistente “diritto di morire” (tra l'altro, formalmente negato dalla Corte costituzionale) e di presentare la descrizione di una “burocrazia della morte” che stabilisce il modo per ottenere «la morte piรน rapida, indolore e dignitosa possibile». 

Emerge, fin troppo, una situazione surreale: il sistema sanitario nazionale, che ha problemi a soddisfare le richieste di molti malati richiedenti aiuto nel vivere nel mondo migliore, dovrร  accogliere e soddisfare le richieste di chi invece chiede di morire. 

Cosรฌ la Toscana ha perso quel primato che aveva guadagnato il 30 novembre 1786, ossia di essere stata il primo stato al mondo (all'epoca granducato sotto Pietro Leopoldo) ad aver abolito la pena di morte. Duecentotrent'anni dopo, l'ha reintrodotta e questa volta non per punire i colpevoli, ma bensรฌ per scartare gli "indesiderati".

Una inquietante deriva contro cui hanno preso posizione prima i vescovi della Conferenza episcopale toscana con una nota e poi il loro presidente cardinale Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, in una intervista ad Avvenire.

«Prendiamo atto - ha affermato sua eminenza - della scelta fatta dal Consiglio regionale della Toscana, ma questo non limiterร  la nostra azione a favore della vita, sempre e comunque – ha dichiarato il cardinale a nome di tutti i vescovi –. Ai cappellani negli ospedali, alle religiose, ai religiosi e ai volontari che operano negli hospice e in tutti quei luoghi dove ogni giorno ci si confronta con la malattia, il dolore e la morte dico di non arrendersi e di continuare ad essere portatori di speranza, di vita. Nonostante tutto. Sancire con una legge regionale il diritto alla morte non รจ un traguardo, ma una sconfitta per tutti».







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martedรฌ 7 gennaio 2025

Riflessioni sul film Netflix "Storia di Maria"

Tale film (semplicemente Mary, nella versione originale) ha debuttato sulla piattaforma streaming di Netflix lo scorso 6 dicembre. รˆ stato diretto dal regista DJ Caruso. Nel tentativo di raggiungere l'autenticitร , Caruso ha scelto per il ruolo di Maria l'attrice israeliana (non รจ l'unica) Noa Cohen (appropriato, siccome la Madonna era ebrea) e per Giuseppe l’attore Ido Tako (di bell’aspetto). Il nome piรน celebre accreditato รจ il premio Oscar Sir Anthony Hopkins, il quale interpreta Erode.

Senza indugi, e proprio perchรฉ ha la pretesa di veridicitร  storica, lo stronco. Il film attinge ampiamente da un mix di fonti bibliche ed extrabibliche per raccontare la storia di Maria, in particolare dal Protovangelo non canonico di Giacomo, prendendosi una buona dose di libertร  creative che confondono di molto il confine tra la cronologia biblica e la libertร  (a)poetica hollywoodiana, tutta politically correct.

Fin dall'inizio del film, c'รจ un'atmosfera assai cupa: la musica piena di suspense e la fotografia dark, sebbene apparentemente belle, non danno l’idea di un’opera “iperdulรฌca” nei confronti di Maria e al servizio del "lieto annunzio" (Euangรฉlion). L'interpretazione di Erode da parte di Hopkins ricorda la follia oscura del Re shakespeariano Riccardo III e quella del Grande Inquisitore de I Fratelli Karamazov (ci possono stare); per non parlare dei cameo di Lucifero e di un insolitamente minaccioso Arcangelo Gabriele, i quali sono altrettanto inquietanti. Non vi รจ alcun "brivido di Speranza" per il mondo stanco del I secolo a.C. e sicuramente nessuna gioia.

Il regista, per quanto si definisca cattolico e abbia sperato di rendere la storia di Maria (fin troppo) accessibile alle persone, non รจ riuscito a raccontare la grazia che Dio ha concesso in modo unico a Maria; anzi, ha enfatizzato la nube oscura di sofferenza che sembrava incombere su di lei per tutto il film. Non a caso, il produttore dello stesso รจ lo statunitense Joel Osteen, pastore e telepredicatore protestante.

Certo, la vita sulla terra รจ anche una “valle di lacrime”: la realtร  del peccato e l’oscuritร  che getta sul mondo non rendono pienamente felice lo stare qui sulla terra; d’altronde, qui siamo solo di passaggio; perรฒ, nonostante l'oscuritร , la Speranza rimane. Il cattolico sa, per dirla con Tolkien, che la vita รจ “eucatastrofica”: il dolore, il male, alla fine della storia subiranno la sconfitta definitiva; vittoria difatti ravvisabile nel “centuplo quaggiรน” assicuratoci da Cristo Stesso, che Egli aveva giร  fatto assaporare a Giobbe e che nel “Sรฌ” di Maria รจ divenuto ancora piรน grande.

Onde evitare di svelare tutte le parti della trama, si puรฒ sottolineare come alcune delle scene e delle parole piรน belle inerenti alla Nativitร , a iniziare da quelle riportate da San Luca, non siano presenti o, se lo sono, siano distorte.

Lascio da parte questa carrellata di ipotesi romanzate: da Maria rappresentata come una sorta di “femminista autodeterminata”, da Lucifero (sottolineo: troppo bello) che La tenta, dallo scontro tra questi e l’Arcangelo Gabriele (sottolineo: troppo brutto), una brutta copia dei duelli con spada laser di Star Wars (ho troppo a cuore George Lucas per sopportare questo), dal censimento romano non pervenuto, dal motivo per cui Maria e Giuseppe non trovano posto a Betlemme: in tanti si erano recati lรฌ, perchรฉ certi che il Messia vi sarebbe nato, quando si sa che non รจ cosรฌ (d’altra parte, censimento romano assente), dal fatto che nessuna creatura angelica spieghi a San Giuseppe come mai Maria sia incinta, il quale non mostra neanche un briciolo di curiositร  nei confronti del Padre del nascituro, al modo in cui Giuseppe incontra Maria: dopo essere stato condotto a Lei da una strana figura avvolta in una tunica blu, l’Arcangelo Gabriele, il padre putativo di Gesรน finisce per bussare alla porta dei santi suoceri affermando che Maria รจ Sua moglie. Altamente improbabile, considerate le precise norme di corteggiamento ebraiche dell'epoca.

Le lascio da parte per soffermarmi maggiormente sul "cuore" del film. Quando l’Arcangelo Gabriele viene a portare a Maria il miglior messaggio possibile, รจ una figura oscura e spaventosa con il volto per lo piรน coperto, per niente simile a un magnifico Arcangelo. Perchรฉ l'oscuritร ? Nessuna raggio di luce, un simbolo perfetto per un annuncio cosรฌ gioioso?

Gabriele le dice che Suo Figlio regnerร  sulla casa di Davide. Ma viene tralasciata la Sua eloquente spiegazione di come quel Figlio “sarร  chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darร  il trono di Davide Suo padre. Egli regnerร  sulla casa di Giacobbe per sempre, e il Suo regno non avrร  fine. Sarร  chiamato Figlio di Dio” (Luca 1,32-35). Maria risponde: «Lascia che sia io». Eppure Luca scrive che Maria rispose a Gabriele: «Ecco la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola».

Lo stesso vale per l'eccezionale visita di Maria alla cugina Elisabetta. Qui, รจ molto breve, ambientata in uno spazio buio simile a una caverna illuminata solo da una piccola fiamma da cucina. Elisabetta รจ felice, ma non trasmette la descrizione di Luca di un'Elisabetta "piena di Spirito Santo e che esclamรฒ a gran voce”: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo». Mancano tutte le preziose parole di Maria immortalate duemila anni fa nel Magnificat, le quali mostrano la Sua obbedienza alla volontร  di Dio e la Sua comprensione di come quegli eventi risuoneranno nei secoli dei secoli.

E giungiamo all’errore piรน grave che stride pienamente con la Dottrina Cattolica e gli insegnamenti della Chiesa; ovvero, alla scena in cui Maria partoriente viene mostrata sofferente. Fin dall'inizio, i Padri e i dottori della Chiesa, tra cui i Santi Ambrogio, Agostino, San Bernardo da Chiaravalle e Tommaso d'Aquino, hanno insegnato che solo Ella sarebbe stata esente da tali dolori come segno della Sua santitร  unica: Lei sola non ha avuto peccato originale e le sue conseguenze (sine labe originali concepta). Sant'Ireneo, nel secondo secolo, fece riferimento alla profezia di Isaia: «Prima di essere in travaglio ha partorito; prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un figlio. Chi ha mai sentito parlare di una cosa simile? Chi ha mai visto cose simili?» (Isaia 66,7). Sempre Isaia afferma: «Ecco, la giovane concepirร , partorirร  un figlio, e lo chiamerร  Emmanuele (Dio con noi)» (Is 7,14).

Per spiegare come ciรฒ รจ potuto avvenire, i Padri e i dottori della Chiesa ricordano che se รจ vero che nell’ora della Trasfigurazione Gesรน mostrรฒ, anticipando l’evento della Risurrezione, il suo corpo glorioso ai tre Apostoli, di conseguenza non si puรฒ negare che abbia potuto rendere glorioso il suo corpo anche al momento del parto, e anticipando proprio il miracolo del Tabor. E un ulteriore aiuto ce lo dร  la Sacra Scrittura quando asserisce che Gesรน risorto passรฒ attraverso i muri del Cenacolo, ove si trovavano gli Apostoli la sera del giorno della Sua risurrezione. Sant’Alberto Magno – e cosรฌ mi avvio alla conclusione -, maestro di San Tommaso, per mostrare la verginitร  della Madonna durante il parto fa riferimento proprio a questo fatto: «Maria รจ una stella perchรฉ come la stella emette il raggio, cosรฌ la Vergine genera il Figlio con lo stesso splendore: nรฉ la stella viene menomata dall’emissione del raggio, nรฉ la madre dal generare il Figlio. […]. Colui che camminรฒ sulle onde del mare senza affondarvi, Colui che uscรฌ dal sepolcro senza infrangere il sigillo della pietra – essa fu ribaltata, come dice il Vangelo (Mt 28,2), da un angelo e non dal Signore -, Colui che si presentรฒ ai discepoli a porte chiuse, potรฉ anche nascere da una Madre vergine senza violarle il pudore verginale. Per questo chiamiamo stella la Vergine Maria» (S. Alberto Magno, Trattato sulla natura del bene, cap. 142).

Ora, non resta che sperare che un giorno a Maria SS. potranno finalmente dedicare dei film ad hoc, sulla scorta di capolavori cinematografici e televisivi quali Ben Hur, I Dieci Comandamenti, Il Re dei re, La tunica, Il quarto re, La Passione di Cristo.






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domenica 19 novembre 2023

Aggiornamento e incontro da non perdere

Presso la parrocchia torinese di San Bernardino, lo scorso venerdรฌ, si รจ tenuto un incontro con Matteo Matzuzzi sulle sfide e le opportunitร  attuali della Chiesa, a partire dal suo libro Atlante geopolitico del cattolicesimo; mentre il primo dicembre prossimo venturo sarร  occasione di celebrare, assieme a Paolo Gulisano, il dies natalis dei nostri J.R.R. Tolkien (50 anni: 2 settembre 1973) e C.S. Lewis (60 anni, 22 novembre 1963).



 







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lunedรฌ 1 maggio 2023

Ultime dal sinodo tedesco. La Chiesa รจ chiamata a seguire Cristo, non a stargli davanti – (Parte Seconda)

 



Lo scorso mese, sempre via Strumenti politici, chi scrive ha provato a far emergere le origini della  situazione incresciosa provocata  considerando alcune delle riflessioni ad hoc che Benedetto XVI aveva dedicato all’ambiente cattolico tedesco, in tempi non sospetti.

Esso รจ intriso – non tutto, come ricordano i “Sant’Atanasio bavaresi”, capitanati da Mons. Woelki, e in cui si trovano le 4 intellettuali che a fine febbraio hanno lasciato lo stesso sinodo – di progressismo e spirito mondano. “In Germania – asseriva il 265mo successore di Pietro – abbiamo un cattolicesimo strutturato e ben pagato, in cui spesso i cattolici sono dipendenti della Chiesa e hanno nei suoi confronti una mentalitร  sindacale. Per loro la Chiesa รจ solo il datore di lavoro da criticare. Non muovono da una dinamica di Fede”. Anche a causa della tassa…

Il processo di dissoluzione della concezione cristiana della morale

Parole consegnate al suo biografo Peter Seevald, in Ultime conversazioni. Un datore di lavoro giacchรฉ la Chiesa non รจ considerata in chiave soprannaturale, bensรฌ terrena, quale una mera istituzione umana, i cui compiti si possano decidere a colpi di sinodalitร  e riforme. E, ancora, Negli Appunti del 2019, asseriva Benedetto: “Il processo di dissoluzione della concezione cristiana della morale, da lungo tempo preparato e che รจ in corso, negli anni ’60, come ho cercato di mostrare, ha conosciuto una radicalitร  come mai c’era stata prima di allora. Questa dissoluzione dell’autoritร  dottrinale della Chiesa in materia morale doveva necessariamente ripercuotersi anche nei diversi spazi di vita della Chiesa”.







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Ultime dal sinodo tedesco. Quando le buone intenzioni lastricano la via dello scisma – (Prima parte)



Il 10 marzo, venerdรฌ scorso, nei lavori in corso a Francoforte, i membri del sinodo tedesco (Synodaler Weg), a nome della chiesa tedesca, e dopo oltre un anno di cammino, hanno scelto di approvare a larghissima maggioranza il testo che apre alle celebrazioni per la benedizione delle coppie formate da persone dello stesso sesso (a partire dal marzo 202); ma non solo, perchรฉ hanno anche formulato una richiesta a papa Francesco di “riesaminare il nesso tra consacrazione e obbligo del celibato”.


Il testo รจ stato approvato dai laici con 176 voti favorevoli, 14 contrari e 12 astenuti; anche una netta maggioranza di vescovi ha votato a favore del documento conclusivo: 38 vescovi hanno votato sรฌ, nove vescovi no e dodici si sono astenuti. Non essendo conteggiate le astensioni, ciรฒ vuol dire che il consenso รจ stato formalmente dell’80 per cento. La delibera รจ arrivata dopo che lo scorso settembre i vescovi fiamminghi del Belgio, insieme al cardinale di Malines-Bruxelles (Mechelen-Brussel, in olandese) Jozef De Kesel, avevano pubblicato un documento che, affermando di ispirarsi all’Esortazione apostolica Amoris laetitia, autorizza la benedizione delle coppie dello stesso sesso. Occorre sottolineare: senza essere sottoposto prima della sua pubblicazione al vaglio della Santa Sede, come aveva riferito il portavoce della diocesi di Bruxelles.





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lunedรฌ 27 marzo 2023

sabato 3 aprile 2021

Meditazione per il Sabato Santo


Sabato Santo
Compianto sul Cristo morto1511-1512 circa
Baccio Della Porta detto Fra' Bartolomeo.

La Tomba

Assistiamo alla funebre discesa dalla croce. Seguiamo il divin Maestro fino alla tomba. Il corpo del Signore รจ distaccato dalla croce, trasportato, sepolto. Maria, desolata, vede tutto.

Egli, il Signore, il Padrone della morte, ridotto a questa ultima umiliazione che sconvolge la nostra povera umanitร ; come noi, Egli non รจ piรน che un carico che si porta, una cosa grave ed opprimente.

Grazie, Signore, perfino nella via della tomba, noi troviamo l'orma dei tuoi passi!

Discesa al Limbo, Tintoretto, 1568

Noi ti amiamo, ti adoriamo, ti benediciamo.

Il silenzio, l'oscuritร , la solitudine, il rispetto della tomba, saranno violati dalla presenza dei custodi. Essi veglieranno questo Morto: rappresentano l'odio che niente disarma.

O Signore, nonostante il silenzio, le tenebre, l'immobilitร  della tomba, nonostante i suggelli e le guardie, noi ti aspettiamo, noi aspettiamo la tua risurrezione, o Cristo, Figlio del Dio vivo!

Noi ti aspettiamo con Maria, tua Madre. Vieni, Signore, regna, comanda, padrone e vincitore della morte; sii il sostegno della nostra corsa nel tempo, sii il custode dell'anima nostra per la vita eterna.

                                                                                     Tutto in me ti appartenga, ti benedica e ti lodi.

Dieci minuti a Dio, D'Ysnรฉ










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venerdรฌ 2 aprile 2021

Meditazione per il Venerdรฌ Santo

 

Crocifissione, 1565, Tintoretto, Scuola Grande di San Rocco a Venezia


Compassione della Santa Vergine Maria

Stabat Mater

Inginocchiamoci, penetrati di rammarico, di pentimento, di pietร  per la Madre ammirabile che รจ in piedi, in piedi a pie' della Croce.

Madre! Siamo noi la causa dei tuoi tormenti; noi ti chiediamo il pentimento che purifica, la forza che ripara.

Questa Croce benedetta รจ l'altare dove la Vittima Santissima รจ immolata per i peccati del mondo. Quando ci si rende necessario accettarne una particella, siamo in ginocchio per baciarla, in piedi per portarla?

In ogni dolore - grazie al dolore di Gesรน e di Maria - vi รจ una purificazione ed una espiazione. Questo pensiero dovrebbe farci accogliere la prova come un'amica che viene a portarci il soccorso necessario per pagare i nostri debiti, riconciliarci con la Giustizia infinita e arricchirci per l'eternitร .

Oh, come siamo ciechi sui nostri veri interessi! 

O Madre, io ti prego per le anime crocifisse che ignorano il Crocifisso!... Ti prego per tutti i cuori straziati che hanno dimenticato il segreto della consolazione nel dolore. Ti prego - qui prego per me - ti prego per quelli che sanno e tuttavia tremano e scansano, fuggono la croce, il dovere, forse, e perdono i tesori che hai loro acquistati.

Oggi, quale prova, quale sacrificio devo accettare generosamente?

Andiamo alla Madre della pietร  a chiedere forza e coraggio; e, in questa duplice speranza di riparazione e di espiazione, seguiamola. Restiamo ritti sotto il peso; nel dolore, nel travaglio, nella solitudine dell'anima, ritti presso di lei, martire per amor nostro.

Fac me tecum pie flere! Fammi piangere piamente con te


Dieci minuti a Dio, Y. D'Isnรฉ







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giovedรฌ 1 aprile 2021

Meditazione per il Giovedรฌ Santo


Ultima cena di Giovanni Sparapane, chiesa di San Salvatore,  Campi, frazione di Norcia. Si trattava di due delle opere piรน rappresentative del Quattrocento nursino; purtroppo sono andate distrutte dai terremoti del 26 e 30 ottobre 2016.
Ultima cena di Giovanni Sparapane, chiesa di San Salvatore, Campi, frazione di Norcia. 
Due delle opere piรน rappresentative del Quattrocento nursino;
 purtroppo sono andate distrutte dai terremoti del 26 e 30 ottobre 2016.


"Egli ci ha amati fino alla fine"
 (San Giovanni, XIII, 1)

Inginocchiamoci nella sala ben ornata, dove Gesรน, il vero Agnello pasquale, prende il suo ultimo alimento e si dona a noi, si pone alla mercรจ della nostra fede, per nutrirci di Se stesso e trasformarci in Lui. 

Egli ci ha amati fino alla fine. Non si รจ occupato che di noi e ci ha amati fino agli ultimi limiti dell'amore, fino a dare se stesso, per fortificarci e divinizzarci. Quale sete di beneficiarci! Quale brama lo fa discendere cosรฌ basso, per elevarci cosรฌ alto; quale grandezza, quale generositร , quale follia d'amore! E noi? Noi cerchiamo noi stessi perfino nei nostri migliori affetti.

Che diremo di questo amore cosรฌ puro, cosรฌ assoluto?...

Nutrirmi di te, Signore! รˆ il termine, รจ la fine, รจ l'incessante rinnovarsi del tuo amore. รˆ l'unico mezzo di farmi tuo per l'eternitร !

La tua Croce mi riscatta, ma non mi preserva. Una volta riscattato, io posso tradirti ed essere ancora schiavo. Ma il tuo Corpo, il tuo Sangue, il tuo Pane, o Signore, mi vivificano e mi custodiscono per la Vita eterna.

Fa, mio Dio, che tutto ciรฒ che vi รจ in me, benedica il tuo amore! Quid retribuam! Che tutto ciรฒ che รจ vita in me, pensieri, azioni, sospiri, ti dica il mio rendimento di grazie e mi leghi a te, per sempre.

Tuus sum ego.

Egli mi ha amato!


Tratta da Dieci minuti a Dio, Y. D'Isnรฉ








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mercoledรฌ 6 gennaio 2021

Epifania

 

Adorazione dei Magi, Gentile da Fabriano, 1423, Galleria degli Uffizi, Firenze


Vangelo dell'Epifania di Nostro Signore

San Matteo, II, 1-12

Essendo nato Gesรน in Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, alcuni Magi, venuti dalle terre d'Oriente, capitarono in Gerusalemme e domandarono: "Dov'รจ il nato re dei Giudei? Perchรฉ noi abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo". All'udir ciรฒ il re Erode ne fu conturbato e con lui tutta Gerusalemme; tanto che, adunati tutti i capi dei sacerdoti e gli Scribi del popolo, s'informรฒ da loro dove il Cristo doveva nascere. Gli risposero: "in Betlemme di Giuda, secondo quel che fu detto per bocca del Profeta: E tu Betlem, terra di Giuda, non sei la piรน piccola tra le principali cittร  di Giuda, perchรฉ da te uscirร  il duce, che dovrร  reggere il mio popolo di Israele". Allora Erode, fatti venire a sรฉ i Magi segretamente, si fece raccontar con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa; poi li mandรฒ a Betlemme dicendo: "Andate, dunque, informatevi con ogni cura del Bambino e quando l'avrete trovato, fatelo sapere anche a me, affinchรฉ io pure vada ad adorarlo". I Magi, udito il re, se ne partirono; ed ecco la stella, che avevan vista in Oriente, andar loro innanzi, finchรฉ giunta sopra il luogo dov'era il Bambino, si fermรฒ. Vedendo la stella esultarono; ed entrati nella casa trovarono il Bambino con Maria, sua Madre; e prostratisi, l'adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono in dono, oro, incenso e mirra. Essendo poi stati avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per un'altra via, tornarono ai loro paesi.


"Dei Magi vennero dall'Oriente a Gerusalemme" (San Matteo, II, 1).

Mescoliamoci alla folla che accompagna i Magi al Presepe. Osserviamo con quale semplicitร , con quale serenitร  Giuseppe e Maria li ricevono e presentano ai loro omaggi il divin Bambino, nascosto sotto i veli della povertร  e dello squallore.

Questi re sono venuti da lontano, da molto lontano, attraverso la scienza, la filosofia, attraverso tutti questi deserti, ostacoli per chi cerca Gesรน. E Gesรน รจ vicinissimo ai semplici. Cosรฌ dev'essere. Ma Egli va in cerca delle anime rette, per quanto appariscano lontane, ad esse si manifesta, e se non manda loro gli Angioli, mostra perรฒ la sua stella, la sua luce che illumina la loro mente, commuove il loro cuore; Egli si lascia trovare e riconoscere sotto i veli piรน inattesi.

Siamo semplici e retti. Sinceri con noi stessi, sinceri con Dio, sinceri con i nostri simili. Questa sinceritร  e questa rettitudine ci condurranno verso la stalla, verso il distacco, il raccoglimento, il silenzio: lร  dov'รจ Gesรน.

O dolce Bambino! guarisci la mia mente, commuovi il mio cuore, distaccalo da tutto ciรฒ che lo affascina e lo attrae, dammi il coraggio di attraversare il deserto, se รจ necessario, ma con la stella dinanzi a me; ossia con la certezza di trovarti, di raggiungerti, d'essere tuo per sempre.

Che dovrรฒ lasciare oggi per avvicinarmi al divin Bambino? Che dovrรฒ fare per attirare sopra di me il suo sguardo e il suo sorriso?

Sei tu, o Gesรน, che io voglio vedere nella persona dei fanciulli e dei poveri! Io ti dono tutto il mio cuore.

Passo del Vangelo e meditazione tratti da Dieci minuti a Dio di Y. D'Isnรฉ







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domenica 27 dicembre 2020

Meditazione nel giorno di San Giovanni Evangelista

Nativitร  per l'altare Paumgartner (1496–1504), Albrecht Dรผrer, 
Alte Pinakothek di Monaco di Baviera



"Pace in terra!" (San Luca, II, 14)

Dopo aver meditato i sentimenti di Giuseppe e di Maria nelle prime adorazioni che essi offrono al Verbo fatto carne, consideriamo l'accoglienza che questo Dio onnipotente riceve dagli uomini. Come ricevono essi il loro Creatore? L'accoglienza puรฒ riassumersi con le parole: notte, silenzio, sonno, indifferenza generale. Soltanto pochi pastori, semplici, umili, vegliano. E alcuni sapienti, anime superiori, elevate al di sopra degli interessi di questo mondo, lo cercano. Sono anime libere da ogni preoccupazione terrena! libere da pensieri sia di ambizioni mondane, sia di aspirazioni superbe.

รˆ l'eccezione che viene a fare corteo al Re dei re.

Soltanto i distaccati, i liberi vengono alla stalla e riconoscono l'Atteso dei secoli.

O Dio! avvolto di fasce e adagiato in una mangiatoia, come ti troverรฒ, come ti riconoscerรฒ, se sono assopito nella indifferenza e nell'oscuritร  di una notte senza stelle, se la mia mente non รจ occupata che da vani pensieri; se il mio cuore non batte che per vani desideri? Se la vanitร  mi seduce; se il lusso mi attira; se le preoccupazioni del benessere mi assorbono...

Spirito del presepe, distacco, semplicitร , umiltร , abbandono, come siete lontani dal mio spirito!

รˆ un Dio, รจ il nostro Dio, il nostro Giudice, che ci dร  una tale lezione, e noi siamo ribelli e non vogliamo comprendere.

Che cosa potrรฒ fare oggi per avvicinarmi a Gesรน Bambino? Come potrรฒ essere piรน semplice, piรน umile, piรน calmo nel mio abbandono?

O Gesรน Bambino, unisco ai battiti del tuo Cuore divino ciascuno dei battiti del mio cuore; ti esprimano essi la mia buona volontร .

Tratto da Dieci minuti a Dio, Y. D'Isnรฉ









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sabato 26 dicembre 2020

Meditazione per il giorno di Santo Stefano

 

Nativitร  di Gesรน, Giovanni Carobio, olio su tela, secolo XVIII (1717 - 1752), 
presso la Diocesi di Bergamo


"Gloria a Dio! pace all'uomo" (San Luca, II, 14)

Ascoltiamo questo canto celeste la cui divina armonia รจ l'espressione dell'ordine stabilito per sempre.

Quale estasi nel cuore cosรฌ puro di Maria, nell'anima cosรฌ fedele di Giuseppe! Hanno mai sognato altra cosa?... «Gloria a Dio! pace all'uomo!». Fu questo il canto della creazione nei primi giorni dell'Eden. รˆ il canto della nativitร  del Redentore.

Essi vi si associano con tutto il fervore del loro amore, contemplando la fragile e graziosa forma sotto cui si nasconde l'Onnipotente, il Salvatore! Si uniscono al canto degli Angioli e al silenzio di Gesรน per dire: «Gloria a Dio!» poichรฉ quest'annientamento, questa umiliazione, questo esteriore abbandono, questa apparente debolezza del Verbo, non รจ che l'espressione della continua preghiera del suo cuore: «Eccomi, mio Dio, eccomi per fare la tua volontร !». Giuseppe e Maria vi si uniscono con una perfezione che non fu eguagliata da alcuna creatura. Anche essi faranno la volontร  del Padre Celeste, non sono quaggiรน che per questo. Questa volontร  li ha condotti a Betlemme, poi alla stalla, li trascinerร  in Egitto, li ricondurrร  a Nazaret; essi sono lร  per compiere la volontร  di Dio.

Preghiamo ai piedi della mangiatoia dove riposa il Dio Bambino, e prendiamo, vicino a Giuseppe ed a Maria, lo spirito di umile sottomissione, di filiale premura per compiere ciรฒ che Dio vuole da noi. Fra i primi ci serve qui di modello, in modo mirabile, Santo Stefano: il perdono a quelli che ci hanno afflitto; e poi il raccoglimento per ben conoscere la volontร  di Dio e l'energia per metterla in pratica.

Eccomi, mio Dio, eccomi per fare la tua volontร !

Tratta da Dieci minuti a Dio, Y. D'Isnรฉ







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venerdรฌ 25 dicembre 2020

Festa di Natale

 

Nativitร , Matthias Stomer, c. 1640, Chiesa dei Cappuccini di Monreale


Vangelo della Nativitร  di Nostro Signore

Messa dell'Aurora.

San Luca, II, 15-20

In quel tempo i pastori presero a dire tra loro: «Andiamo fino a Betlemme, a vedere quel che รจ accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere». E andarono in fretta e trovarono con Maria e Giuseppe il Bambino giacente nella mangiatoia. E vistolo, si persuasero di quanto era stato loro detto intorno a quel Bambino; e tutti coloro che li udivano, si meravigliavano delle cose riferite loro dai pastori. Maria poi conservava in cuore tutte queste cose e le meditava. E i pastori se ne ritornarono, glorificando e lodando Iddio per tutto quello che avevano udito e veduto, secondo che era stato loro detto.



Meditazione tratta da Dieci minuti a Dio del D'Isnรฉ

«Maria lo avvolse di fasce e lo adagiรฒ in una mangiatoia» (San Luca, II, 7).

Assistiamo, umili, raccolti, commossi all'arrivo dei viaggiatori cacciati lontano da ogni asilo umano...

Essi sono felici e riconoscenti alla vista della stalla, ricovero insperato; lo condividono con gli animali; ma che importa? Essi ringraziano Dio.

Ed ecco una grande luce illumina il cielo. Un canto, sconosciuto fino allora, riempie l'aria di liete vibrazioni, il compimento di una magnifica speranza รจ dato alla terra: «Gloria a Dio! pace all'uomo!» poichรฉ il Signore si รจ piegato verso di lui, lo ha visitato e suggella oggi il patto della riconciliazione e del perdono.

L'ordine รจ ristabilito. Un Dio ha preso la forma umana per riparare il male commesso dall'uomo. Egli nasce povero, umiliato, abbassato, Egli dice in cuor suo, secondo la parola del profeta: «Eccomi mio Dio! eccomi per fare la tua volontร ». Dio รจ glorificato, e sull'uomo discende la pace e la benevolenza del Signore!

Adoriamo la saggezza del piano divino, cerchiamo di conformarvi la nostra vita. Se siamo atterriti dalle nostre colpe, se ci domandiamo come ristabilire l'ordine, glorificare Dio e gustare la pace, avviciniamoci al Dio Bambino, baciamo con rispetto il fragile involucro nel quale il Verbo di Dio si annienta; non mormoriamo delle prove che intralciano i nostri desideri o contrariano i nostri gusti; la nostra docilitร , il nostro abbandono glorificano Dio e attirano sul nostro capo il perdono e la pace.

Prendiamo al presepe le preziose lezioni di umiltร , sottomissione al beneplacito di Dio, di raccoglimento e di abbandono. Cerchiamo di finire l'anno vicino a Gesรน, nella stalla, tra Giuseppe e Maria. Uniamo le nostre preghiere alle loro e chiediamo il loro soccorso.

Eccomi, o mio Dio, per fare la tua volontร ! Vicino a te, Divino Infante, divenuto cosรฌ povero per amor mio, ogni sacrifizio mi sembra dolce.













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IX giorno della Novena del Santo Natale

 

Particolare di  Josef e Maria auf Herbergsuche (Giuseppe e Maria a caccia di ostelli), Carl Rahl, 1865


9° ed ultimo flash della NOVENA di NATALE – “ERO CRAS” - a cura di don Fabio Rosini:

https://youtu.be/MFzFD_zV5go


IX Meditazione tratta da Dieci minuti a Dio del D'Isnรฉ


"Non vi era posto per essi, negli alberghi" (San Luca, II, 7).

Accompagniamo le comitive che entrano a Betlemme. Vediamo come sono accolti quelli che hanno l'apparenza della ricchezza o del potere, con quanta premura sono ricevuti; gli albergatori si affrettano a prevenire i loro desideri.

Giuseppe e Maria si presentano a loro volta. Li squadrano, li osservano. Del posto ve n'รจ ancora, ma bisogna riservarlo per quelli che possono pagare profumatamente; per loro non vi รจ posto; ed Essi si ritirano senza mormorare, dopo essere stati respinti da tutti gli alberghi. Restano calmi e tranquilli sotto questa nuova prova, perchรฉ sono umili e interamente sottomessi al beneplacito di Dio. 

Dopo aver fatto tutto ciรฒ che hanno potuto, escono dalla cittร ; ora aspettano il soccorso di Dio.

Interroghiamoci; facciamo noi cosรฌ? facciamo tutto ciรฒ che dipende da noi per compiere i nostri doveri di stato, per riuscire nei nostri affari; poi, avendo agito sotto lo sguardo di Dio, sappiamo sopportare tranquillamente l'insuccesso?

E poi, poichรฉ vi sono molte interpretazioni, qual รจ il movente dell'accoglienza che noi riserviamo ai nostri visitatori? รˆ illuminato da vedute soprannaturali? Vediamo nel povero, nell'umile, l'apparenza di Gesรน che si รจ rivestito, per vivere tra noi, delle livree dell'indigenza? Riceviamo il povero con l'interesse, l'affettuosa caritร , cui ha diritto?...

Non lo lasciamo noi bruscamente, mostrandogli che non vi รจ posto per lui nel nostro cuore, dal momento che si presenta una relazione piรน lusinghiera al nostro amor proprio?

oh, non condanniamo gli albergatori di Betlemme, noi non differiamo da essi!

Nella Santa Comunione stessa, riceviamo l'Ospite divino come conviene? Vi รจ sempre per Lui il posto d'onore?

O mio Dio, vieni in me! Temo che tu non trovi che una povera, miserabile stalla, ma io voglio riceverti in essa con tutto il cuore...

Vieni, Signore, vieni!










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