sabato 13 giugno 2020
Podcast EP5: Commenti ai commenti, Tridico, Colao, rivolte e spinte rivoluzionarie
sabato 30 maggio 2020
Podcast EP4: Magistratura, Palamara, Bianchi, Davigo, Uber, meridionalizzazione dell'Europa, Facebook compra Giphy, proteste a Minneapolis
lunedì 25 maggio 2020
Obice: Economia per chi ama la libertà/3: Inflazione e velocità della moneta
John Maynard Keynes
Quello che attualmente viene chiamato inflazione, ma che in realtà ne è la conseguenza, è, secondo ISTAT,
un processo di aumento continuo e generalizzato del livello dei prezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. [L’inflazione viene misurata] attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.
In realtà l’aumento dei prezzi è solo una conseguenza dell’inflazione e l’inflazione è solo una delle molteplici cause dell’aumento dei prezzi.
Inflazione è un termine usato anche per quanto riguarda l’oro (che attualmente è circa 1.8%)
o per bitcoin (arrivata all’1.8% dopo il recente halving)
e ne rappresenta l’aumento della quantità in un determinato periodo.
Quindi, se vogliamo usare lo stesso criterio adottato per oro e bitcoin anche per l’euro e il dollaro dobbiamo dire che l’inflazione è l’aumento della massa monetaria esistente, questo aumento probabilmente genererà un aumento dei prezzi dovuto alla diminuzione progressiva del potere di acquisto (cioè del valore) della moneta.
Detto questo chiamiamo “inflazione monetaria” l’aumento di massa monetaria e “inflazione dei prezzi” l’aumento dei questi ultimi.
L’inflazione monetaria è generata dalle banche (centrali e non) che creano nuova liquidità ed è possibile tenerne traccia osservando gli aggregati monetari.
L’inflazione dei prezzi, invece, è molto più difficile da calcolare e da attribuire a cause determinate; si può però dire che principalmente dipende dall’inflazione monetaria, dalla velocità di circolazione della moneta e dalla fiducia riposta in quella determinata valuta presa in considerazione.
Velocità di circolazione della moneta
Quello che vuole rappresentare è il numero di volte che ogni unità cambia proprietario in un dato periodo di tempo e si misura dividendo il PIL per uno degli aggregati (solitamente M2, a volte M1).
Poniamo, ad esempio, che vado a pranzare al ristorante e spendo 1€, dopo il ristoratore prende un taxi e spende l’euro che gli ho dato e infine il tassista farà gasolio usando quell’euro. In questa giornata poco realistica in cui esiste 1€ con velocità = 3 (per le tre transazioni coinvolte) si sono creati 3€ di beni e servizi.
Quindi con 1€ fisicamente esistente si è creato un PIL di 3€, se si divide il PIL per la quantità di moneta si ottiene 3 come valore di velocità e quindi la formula funziona.
Poniamo ora che la velocità raddoppi (vado al ristorante sia a pranzo che a cena) il PIL sarà 1 x 6 = 6€.
Ipotizziamo invece che raddoppi la quantità di moneta in circolazione (il pranzo ora costa 2€), il PIL sarà 2 x 3 = 6€.
Nel primo caso ho un’economia sana, nel secondo ho un PIL alto.
La prosperità di un Paese non si misura con la quantità di moneta ma con il numero di beni e servizi presenti.
Fiducia che la banconota sia riserva di valore
In tempi di incertezza si tende maggiormente al risparmio, questo porta ad un mancato trasferimento di liquidità nel mondo “reale” quindi anche se il governo immette fiumi di liquidità questa non arriverà a comprare i beni di consumo e non causerà un aumento dei prezzi in quanto non creerà un aumento di domanda.
Nell’esempio di prima possiamo immaginare che riceva 1€ sul mio conto come “incentivo vacanze” che terrò sotto al materasso presentando sempre il solito euro al ristoratore. A questo punto 3/2 = 1.5 che è minore 3, quindi la velocità è dimezzata e l’incentivo non ha prodotto effetti degni di nota.
Nel momento in cui, invece, l'incertezza svanisce la tendenza al risparmio cala e la liquidità si presenta nel mercato. L’incontro tra domanda e offerta fa il resto adattando i prezzi alla nuova richiesta.
Questo è l’effetto dell’inflazione anche se spesso viene scambiato per l’inflazione stessa.
Un fatto che storicamente è già accaduto e potrebbe riaccadere è non solo l’aggiustarsi dei prezzi alla nuova quantità di moneta ma la perdita di fiducia da parte delle persone nel potere di acquisto futuro delle banconote, questo genera una urgenza di spendere i soldi che si hanno. Se oggi posso comprare una mela con 1€ e non sono sicuro di poterlo fare domani perché temo che possa costarne 2 allora farò di tutto per liberarmi della mia valuta per ottenere qualcosa che mi permetta di acquistare cibo anche la prossima settimana.
A questo punto le banconote sono patate bollenti che nessuno vuole tenere in mano, poco importa quante banconote vengono stampate la velocità è altissima e i prezzi la seguono.
Link utili:
Keynes on Inflation - Richmond Fed
Il truffone - Capire la finzione sull’inflazione dei prezzi
ISTAT - Prezzi al consumo provvisorio aprile 2020
Velocity & The Money Illusion - Hidden Secrets Of Money Episode 7 - Mike Maloney
ilMolis - canale telegram
mercoledì 20 maggio 2020
Lettera dal fronte: Dacci oggi la nostra eresia quotidiana/07: Non siete invisibili, semplicemente siete inutili, ovvero sulla perdita di sapore delle scuole cattoliche
Le scuole paritarie in Italia non sono solamente quelle di matrice cattolica, benché esse siano la maggioranza. Poiché lo sciopero è stato propugnato dalle presidenze nazionali dell'Usmi (Unione superiori maggiori d'Italia) e della Cism (Conferenza italiana superiori maggiori), e considerando anche il fatto che questo è un blog cattolico (nel senso più ampio, nobile e glorioso che si può dare a questo termine) noi faremo riferimento essenzialmente alle scuole paritarie cattoliche.
Lo sciopero è stato indetto perché nelle poche ed anche abbastanza sconclusionate (bonus monopattino docet) misure di sostegno all'economia del Governo Conte bis le scuole paritarie e le famiglie che vi mandano i propri figli non sono stati minimamente considerati.
Il grido è «senza aiuti si muore» e lo slogan dello sciopero è «#Noi siamo invisibili per questo governo» (che, nella maggior parte dei casi è diventato semplicemente #nonsiamoinvisibili poiché la prudenza umana spinge sempre a non disturbare il manovratore).
La verità, tuttavia, almeno a mio parere, è un’altra: le scuole cattoliche non sono invisibili, semplicemente sono inutili. E già mi immagino i rabbiosi fautori della parità scolastica reagire schiumando e dicendo «Inutili noi? Come!?»; «Allo Stato costerebbe di più gestire altre scuole!»; «Siamo 12564 scuole» e via di seguito.
Ma ribadisco: se foste semplicemente invisibili per lo Stato, vorrebbe dire che siete visibili per qualcun altro che, logicamente, potrebbe/dovervi aiutare. Ma se siete inutili, non vi aiuterà nessuno, né lo Stato né qualcun altro. Perché una cosa inutile si butta. Una invisibile, invece, dà comunque prova di esistere come avviene con l’anima che non si vede ma è forma del corpo.
Innanzitutto è doveroso dire che qualcun altro è la CEI e la Congregazione per l’Educazione Cattolica: è inutile invocare lo Stato se la Chiesa non si mostra Madre verso i suoi figli.
Ma c’è di più, ovvero la vostra colpa è quella di esservi parificati. A nessuno, infatti, interessa la vita autonoma delle scuole cattoliche perché, semplicemente, non sono tali se non di nome (e nella maggior parte dei casi questa definizione è assente o ormai desueta).
Quindi le scuole cattoliche, ribadisco, non sono invisibili ma semplicemente inutili poiché, come drammaticamente affermato da Cristo stesso, si tratta di un lume messo sotto il moggio (che, quindi, non illumina più la notte e le tenebre dell’errore) o di sale che ha perso sapore (e a cosa può servire se non ad essere gettato?)
Le scuole paritarie non sono perseguitate, semplicemente sono ignorate, come giustamente si ignorano le cose inutili. Tornando all'esempio precedente, anche i non credenti ed i negatori dell’esistenza dell’anima sono costretti ad ammettere malattie psichiche: anche se negassi che l’anima sia immortale, non è possibile negare che qualcosa di spirituale c’è poiché, ripeto, se ne vedono gli effetti (desideri, passioni, trascendenza naturale, etc).
La persecuzione avviene quando un nemico si accorge che i cristiani stanno cambiando (o hanno cambiato) la società e la mentalità oppure quando la Chiesa si propaga a scapito dei culti tradizionali o pagani. La persecuzione punta alla distruzione ed alla morte della Chiesa, non punta semplicemente a guadagnare i suoi spazi: questo, invero, è un semplice assorbimento che può passare anche per una lenta ma costante assimilazione. La persecuzione prevede un’autorità (religiosa, statuale, culturale, economica, etc) che vede nella Chiesa, nella sua dottrina ed in ogni singolo cristiano un nemico. Senza questi elementi non vi è persecuzione: è inutile utilizzare termini nobili ed elevati applicandoli a delle mere difficoltà.
Ma le scuole cattoliche (o, almeno, il grosso di esse: faccio un atto di fede confidando nella presenza di presidi, sacerdoti, suore, laici, personale ATA e docenti che ascoltano ancora il Magistero e la Voce dello Spirito Santo) sono assimilate fin da quando hanno richiesto ed ottenuto la parificazione: dunque, ripeto, lo Stato non vi reputa invisibili, bensì solamente inutili e da assorbire completamente nel sistema.
La persecuzione sarebbe altra cosa: potrebbe essere l’eliminazione dell'IRC, il divieto di preghiera all'inizio delle lezioni (una chimera ormai nella maggior parte delle stesse scuole), l’obbligo di consumare la carne tutti i venerdì nelle mense (ma siamo sicuri che già non avviene?), il divieto di studiare San Tommaso, etc. In breve: deve esserci una guerra, possibilmente dichiarata, con soldati dall'una e dall'altra parte.
Non erogare soldi che mai sono stati erogati non è persecuzione: è prosecuzione dell’assimilazione in vista dell’assorbimento. E farvi capire in tutti i modi che voi siete inutili. La persecuzione sarebbe scattata se le scuole cattoliche fossero dannose nei confronti di ciò che lo Stato Moderno persegue in tutti i modi: fagocitare ogni cosa e dominare l’uomo dalla culla alla bara. Ma le scuole cattoliche sono state assimilate/assorbite dallo Stato quindi non riescono a scalfire neanche l’unghia del dito mignolo del piede sinistro di quel mostro che è lo Stato.
Come si può essere cattolici ed accettare, ad esempio, che nei programmi Kant sia più importante di San Tommaso? Perché non si spiega Jospeh de Maistre? Perché si è accettato di fare più ore di inglese e matematica, come tutti, eliminando storia e geografia? Perché permettere il reclutamento di personale con l’abilitazione e non personalmente ovvero mettendo avanti l’importanza della fede personale e dell’apostolato che un povero aspirante docente cattolico, benché senza abilitazione, compie in Parrocchia? Perché non indagare seriamente sulla vita privata degli aspiranti docenti così da capire se quella che chiama fidanzata è veramente tale e non una compagna?
Volete fare veramente uno sciopero serio, ovvero cattolico? Rinunciate alla parificazione. Allora si che uscirete dall'assimilazione e lo Stato sarà costretto a porsi contro di voi: sarete il nemico e non semplicemente i fratelli più piccoli o i figli di un Dio minore.
Avete voluto la parificazione? Avete sbagliato, perché lo Stato per sua natura fagocita tutto. Insomma: conveniva la persecuzione. Conveniva avere gli esami ogni anno. Conveniva avere dei dirigenti statali che venivano a valutare, con fare persecutorio, la scuola. Conveniva essere ancorati al Diritto Canonico e, quindi, essere scuole pontificie o ecclesiastiche.
In 6 parole: conveniva essere cattolici e non paritari.
Sareste stati sale mentre ora non siete che una pietruzza smerigliata che lo Stato chiama sale, ma che sale non è.
Sareste stati luce mentre ora siete solamente una lampada elettrica senza batteria. Ma il problema non è la batteria: il problema è la lampadina che si è sfuocata.
Torneremo sulla scuola cattolica. Statene certi.
Il Cardinale del Sacco








